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Viterbo - Bilancio del segretario Egidi su politiche e regionali, ma quando si parla di primarie e comune di Viterbo gli animi si scaldano

“Siamo a un passo dal Pdl”

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Alvaro Ricci, Daniela Bizzarri, Maurizio Palozzi, Andrea Egidi

Alvaro Ricci, Daniela Bizzarri, Maurizio Palozzi, Andrea Egidi

(g.f.) – “Il Pd non è morto”.

L’annuncio arriva questo pomeriggio alle 16 per bocca del segretario Andrea Egidi in conferenza stampa. Per l’occasione è circondato dai massimi esponenti locali, venuti non per dire una preghiera, ma per pregare sull’esito delle prossime elezioni comunali.

“Il quadro che esce dalle elezioni politiche e regionali – spiega Egidi – ci dice che il Partito democratico ha saputo reagire, seppure non sia uscito indenne dal clima che si respira.

Lo sforzo non è bastato e non possiamo rimanere indifferenti al risultato ottenuto dal Movimento 5 stelle.

Tuttavia, guardando ai voti a Viterbo, rispetto al 2009 il Pd perde il nove per cento, il Pdl il 20.

Non ci rendere sereni che altri flettano più di noi, ma siamo stati capaci di fare la differenza”.

A partire dalla Regione, con i due candidati, Panunzi e Boltrini. “Abbiamo incrementato i voti facendo un raffronto con le precedenti tornate, mentre il Pdl ha perso consensi. Siamo la prima forza politica in provincia e pure a Viterbo”.

Nel capoluogo i Democratici diventano prima forza, tuttavia, sommando Pdl e Fratelli d’Italia, il centrodestra è avanti.

“Ma la forbice si riduce – spiega Alvaro Ricci, segretario comunale – dal 17% si riduce al 3%. Un risultato a dir poco soddisfacente, certo non abbiamo preso tutto, ma insomma, seimila voti in meno del centrodestra e mille in più al Pd sono cifre significative. Di buon auspicio per le prossime comunali”.

Indicazioni dal voto di domenica e lunedì per le comunali ne sono arrivate? “Il punto rimane sempre – osserva Egidi – d’allargare il consenso e il Pd ha messo a disposizione un percorso chiaro in cui riconoscersi e dare il proprio contributo.

Le primarie saranno civiche e è stato deciso che non ci saranno candidati di bandiera”. Quindi Michelini potrà partecipare.

Ma le primarie accendono gli animi. Per Federico Grattarola, sindaco di Vignanello, quelle per la scelta del candidato premier erano troppo costruite. Con un vincitore designato e un’apertura che c’è stata, ma minima. “E poi l’alleanza con Vendola – osserva Grattarola – che ci ha portato poco”.

Pure su Michelini, che con il suo movimento e attraverso il passaggio per le primarie cittadine è accreditato come probabile candidato sindaco, c’è bisogno di mettere i puntini sulle “i”.

“E’ un autorevole esponente, un imprenditore che non vive di politica – spiega Egidi – mette a disposizione la candidatura con il Pd. Rientra in quello che il partito sta cercando di fare, allargare l’orizzonte”.


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27 febbraio, 2013

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