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“In Comune poco spessore e poca lungimiranza”

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L'inaugurazione della Home Viterbo 2020

L'inaugurazione della Home Viterbo 2020

Chiara Frontini

Chiara Frontini

L'inaugurazione della Home Viterbo 2020
L'inaugurazione della Home Viterbo 2020

– Sale sul piedistallo non per darsi un tono, ma per riuscire a vedere tutti i presenti e interagire con loro (fotogallery [4]).

Chiara Frontini alla prova del cubo, superata.

Il suo movimento Viterbo 2020, che diventerà una lista alle comunali di maggio, ha la sua home, che non è il sito internet, ma la casa nel senso letterale del termine. In via della Pila 4, sostenitori e viterbesi si potranno incontrare e discutere, preparando il programma in vista delle elezioni.

Ieri sera all’inaugurazione, sala piena e diversi si sono dovuti accontentare di un posto un po’ fuori mano, anzi fuori sede. Guardando dall’esterno attraverso le vetrine.

L’ex assessore comunale è soddisfatta. Dopo la sua esperienza con la politica a palazzo dei Priori, questa è la sua riscossa.

“Oggi inizia una nuova storia – spiega al microfono – mentre il mio impegno, pur a 24 anni, parte da lontano, da quando andavo al liceo”.

E’ stata una meteora nella giunta Marini. “Un Comune – dice Chiara Frontini – refrattario a idee di rinnovamento, che ho tentato di portare dall’interno.

Immaginavo una Viterbo di respiro europeo che si poggiasse sulla sua storia, questa è la città per il nostro movimento, quella che io sogno. Invece in Comune le difficoltà incontrate sono state tante.

Tra chi ci amministra c’è poco spessore e poca lungimiranza e capacità d’opporsi a una sistema che invece perpetuano, alimentandolo”.

Con le solite facce. “Non è possibile – continua Chiara Frontini – vedere per venti anni le stesse persone e magari ancora per altri dieci. Questo sistema non conosce le parole onestà e merito. Molti a Viterbo hanno votato per protesta, ora è tempo di ricostruire”.

Chiunque può lasciare la sua idea, ci sono i post it su uno specchio e da dopo Pasqua ogni giovedì è previsto un incontro per affrontare argomenti che vanno dal lavoro all’ambiente all’urbanistica, la progettazione partecipata.

Presentata la sede e anche chi fa parte del gruppo di Viterbo 2020, da Giovanni Marcellini di Grotte Santo Stefano, stanco e con lui altri ragazzi, di vedere dimenticato dall’amministrazione il luogo in cui vive.

Cristiana Varletta, invece, è di Bagnaia, lavora con un comitato della frazione e vorrebbe una maggiore autonomia dal capoluogo, ma non è per la scissione.

I colori scelti per l’adesso movimento e poi lista, vanno dal giallo, arancione, rosso. Accostamento forse audace, ma che non passa inosservato.

Giuseppe Ferlicca


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