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Agricoltura, ambiente e ricerca - Intervista al prof Lafiandra che studia gli effetti dei cereali sulla salute umana

Dalla Tuscia il frumento del futuro

di Bruno Ronchi - Professore ordinario Unitus

Mimmo Lafiandra

Mimmo Lafiandra

Frumento

Frumento

Gli studi sul frumento

Gli studi sul frumento

– Nei paesi industrializzati una cattiva alimentazione e uno scorretto stile di vita hanno portato ad un forte aumento di malattie e patologie correlate alla dieta.

In questo contesto è emerso un nuovo mercato nel settore alimentare orientato alla produzione di alimenti cosiddetti “funzionali” che, al di là delle funzioni nutritive di base, possono essere utili per la salute umana, prevenendo o riducendo il rischio di malattie croniche importanti. Inoltre, alcune componenti dei cereali, sono allergeniche negli individui predisposti.

Alcune ricerche in corso all’università della Tuscia puntano ad aumentare nel frumento e derivati la quantità di composti con effetti benefici per l’uomo, così come a valutare e, possibilmente, a diminuire la quantità degli allergeni presenti. Mimmo Lafiandra, professore ordinario di genetica agraria nel dipartimento di scienze e tecnologie per l’agricoltura, le foreste, la natura e l’energia di Viterbo, studia da sempre cereali e frumento per migliorarne la qualità.

I cereali, alimenti tra i più antichi, presentano oggi nuove potenzialità per il consumo umano. Quali sono le nuove frontiere?
“I cereali ed il frumento in particolare, occupano un posto di primo piano nella “dieta mediterranea” e vengono utilizzati per la produzione di molti alimenti a larghissimo consumo, come il pane e la pasta. Ma oltre ad avere un valore energetico, i cereali contengono altri composti di elevato valore nutrizionale quali vitamine, fibre e antiossidanti, sui quali si sta concentrando una forte attenzione degli scienziati per comprendere come possono essere utili per la salute umana.

I cereali ed i prodotti da questi ottenuti contengono una quantità di amido molto elevata. Una porzione dell’amido, definita “amido resistente”, risulta non attaccata dagli enzimi digestivi presenti nell’intestino tenue, raggiungendo, non digerita, l’intestino crasso dove svolge un ruolo analogo alla fibre alimentari con effetti benefici sulla salute umana. In particolare, la presenza di quantità significative di amido resistente, contribuisce all’abbassamento dell’indice glicemico degli alimenti consumati, riducendo la produzione di insulina e aumentando l’utilizzo dei grassi di riserva dell’organismo. Per tali ragioni, l’amido resistente svolge un ruolo positivo nella prevenzione di malattie quali il diabete e nel trattamento dell’obesità e nel controllo del peso corporeo. Inoltre, sono state riportate numerose evidenze di effetti positivi associati al consumo di amido resistente nella prevenzione di cancro al colon e malattie cardiovascolari. Attualmente sono in corso ricerche che si propongono di aumentare la quantità di amido resistente nei cereali e prodotti da questi derivati.

Tra i cereali, il frumento presenta, accanto alle numerose caratteristiche positive sopra menzionate, anche delle caratteristiche negative. Esso è infatti incluso tra gli otto alimenti maggiormente coinvolti nelle allergie di tipo alimentare, respiratorio e cutaneo (insieme a latte, soia, arachidi, nocciole, pesce, uova e molluschi bivalvi). Anche in questo caso ricercatori di numerosi laboratori internazionali sono impegnati in attività di ricerca che mirano ad ottenere varietà di frumento contenenti quantità ridotte di allergeni.

Che tipo di ricerche state attualmente realizzando?
Poiché la quantità di amido resistente presente nelle attuali varietà di frumento non è molto elevata, da diversi anni presso il nostro dipartimento sono in corso ricerche volte ad aumentare la quantità di amido resistente nei frumenti duri e teneri. Le attività finora svolte, impiegando approcci innovativi che non prevedono l’ottenimento di piante transgeniche, hanno permesso di ottenere linee di frumento con tali caratteristiche sulle quali saranno presto condotte, in collaborazione con nutrizionisti, ricerche riguardanti gli effetti dell’arricchimento in amido resistente dei prodotti quali pasta, pane e biscotti.

Per quanto riguarda l’aspetto delle allergie, abbiamo studiato come la quantità di allergeni cambi tra una varietà e l’altra e come ci sia un’estrema variabilità fra un individuo e un altro nella risposta allergica. Inoltre, in collaborazione con colleghi Francesi, stiamo studiando la possibilità di abbassare la quantità di allergeni normalmente presenti in una determinata varietà mediante il silenziamento dei geni che codificano per la proteina allergenica.

Quali possono essere le ricadute potenziali per il territorio?
Le linee di frumento prodotte saranno impiegate per lo sviluppo di nuove varietà e nella produzione di prodotti finali con caratteristiche salutistiche superiori. A questo riguardo la filiera del frumento attualmente presente nel nostro territorio, potrà costituire un valido supporto alla sviluppo di nuovi prodotti ad elevato valore nutrizionale. Riteniamo che tutto ciò possa contribuire ad aprire nuove prospettive per la coltivazione dei cereali nella Tuscia e speriamo anche per lo sviluppo di attività artigianali ed industriali collegate all’agricoltura.

Bruno Ronchi
Professore ordinario del dipartimento
di
Scienze e tecnologie per l’agricoltura,
le foreste
la natura e l’energia (Dafne)
Università degli Studi della Tuscia

6 marzo, 2013

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