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Elezioni comunali 2013 - Intervista al segretario provinciale del Pd Andrea Egidi che ribadisce l'importanza di ampliare il raggio d'azione ai soggetti della società civile

“Primarie civiche, un’occasione per il centrosinistra”

di Paola Pierdomenico
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Il segretario del Pd Egidi

– “Primarie civiche, il centrosinistra ha tutto da guadagnarci”.

Saranno primarie aperte alla società civile e non solo espressione di alcune forze politiche. Questo allargamento, per Andrea Egidi, non può che essere un’arma in più per raccogliere consensi e costruire una valida alternativa per Viterbo.

Raggiunto l’obiettivo dell’ampliamento e con il voto fissato al 7 aprile, il segretario provinciale del Pd sostiene di essersi tolto qualche sassolino dalle scarpe soprattutto con chi ha dipinto il suo schieramento come “un gruppo di scellerati che voleva prendere in giro i cittadini“.

Ma chi sostenere in questo percorso? Egidi tiene a precisare che il Pd non ha fatto scelte formali e che ad essere appoggiato sarà solo il vincitore delle primarie.

Come ha risolto il problema delle primarie fissate per il 7 aprile?
“Abbiamo discusso con l’alleanza, valutando che fosse meglio non dare l’idea di stravolgimenti del percorso lineare che si era costruito – afferma Egidi -. Il problema non era tanto sulla presentazione delle firme, ma sulla possibilità di aprire a soggetti civici che di recente hanno mostrato interesse per questo percorso”.

Soddisfatto, dunque, del risultato?
“La cosa positiva per me è che dal 9 marzo si crea un’alleanza che va oltre le forze politiche che l’hanno determinata. E’ entrato a far parte il movimento Oltre le mura e mi auguro che l’esigenza politica del centrosinistra possa permettere di allargare il campo alle forze che vogliono un’alternativa per Viterbo.

Sono soddisfatto perché le primarie si dimostrano uno strumento utile non solo a legittimare un candidato sindaco, ma anche a raccogliere qualche consenso in più rispetto alle forze del centrosinistra, che pure sono importanti e rappresentano l’ossatura di questa operazione. Inoltre è una rivincita per quanti, in questi giorni, hanno dipinto il Pd come un gruppo di scellerati che ha preso in giro i cittadini con queste manovre. Ho solo usato un po’ di politica e facendo capire a tutti che era utile stare nei tempi e cogliere l’opportunità di un allargamento della coalizione”.

Ma lo slittamento del voto al 7 aprile, era così necessario?
“Già prima delle elezioni di febbraio avevamo ragionato se fosse utile allinearci con Roma, poi nel caos della campagna elettorale abbiamo deciso di lasciare le cose come erano. Il rinvio è utile, più che necessario, uno perché ci dà più tempo per organizzare e presentare meglio questa alleanza alla città e poi perché è indubbio che stare all’interno del percorso delle primarie della Capitale, ci darà un risalto mediatico più alto e aumenterà l’attenzione”.

Partono come primarie del centrosinistra e adesso tutti parlano di “primarie civiche”. A cosa è dovuto questo cambiamento?
“Leggendo i documenti non ho mai trovato la parola centrosinistra – spiega Egidi -. Sel, Centro democratico e Socialisti, dall’inizio, hanno chiamato questa operazione Progetto Viterbo 2013 e nella carta d’intenti si parla di primarie civiche aperte. Sono convinto, e i risultati delle elezioni ce lo hanno confermato, che più le forze di centrosinista costruiscono un’alleanza larga e aperta alla società, meglio è. In questi mesi abbiamo sempre detto di metterci a fianco della società e non davanti. Il centrosinistra ha tutto da guadagnare ad allargare il campo”.

Raffaella Valeri non è dello stesso avviso. La candidata, sostenuta da Sel, continua a precisare che si tratta di primarie del centrosinistra. Cosa ne pensa?
“Non commento dichiarazioni di altri. Rispetto tutti i candidati che è giusto si esprimano. Sono segretario del Pd e ho costruito le primarie che sono primarie di un’alleanza che va oltre le forze politiche del centrosinistra. Hanno l’obiettivo di cogliere il consenso dei viterbesi e per me è opportuno che si allarghi il raggio d’azione. Per il resto, è un dibattito che lascia il tempo che trova”.

Leonardo Michelini ha annunciato, in extremis, la sua candidatura. Perché, secondo lei, tanta titubanza da parte del presidente di Coldiretti?
“Credo che inizialmente ci sia stata una difficoltà di comprensione se questo percorso potesse o meno allargarsi ad altri soggetti. Penso, ora, Michelini abbia capito che il centrosinistra ha le porte aperte”.

Il Pd appoggerà, dunque, un candidato di questo tipo?
“No, il Pd non fa nessuna scelta formale e nella costruzione delle primarie non è mai stato detto che il partito locale avesse un candidato. Questo non vuol dire, però, prendere atto o fare finta che non ci sia un candidato, che è anche un autorevole dirigente del Pd, a cui io voglio pure bene. Seguendo però lo schema nazionale in cui c’erano diversi esponenti di uno stesso schieramento, da Bersani a Renzi alla Puppato, anche il partito viterbese sarà messo nelle condizioni di farsi un’idea propria per sostenere uno dei candidati che corrono. Del resto, altri dirigenti comunali hanno espresso sostegno a Serra, alcuni hanno firmato per la candidatura di Raffaella Valeri e altri porteranno Michelini”.

Proprio quest’ultimo però sembra essere il più quotato dalle parti alte del Pd…
“Il Pd ha messo a disposizione lo strumento delle primarie intorno al quale ha costruito un’alleanza e i candidati sono diversi, non uno”.

Michelini ha l’appoggio di un ex assessore di centrodestra. In caso di sostegno a Michelini, per il Pd dunque si prospetterebbe un’alleanza di questo tipo… sareste disponibili?
“Noi appoggiamo il candidato che vince le primarie, nell’ambito di uno schema costruito che fa riferimento al Progetto Viterbo 2013. Questa esagerata attenzione su uno dei candidati mi sembra abbastanza stucchevole”.

Da segretario del Pd, come valuta il lavoro del gruppo dirigente comunale?
“Il gruppo mesi fa aveva tracciato un percorso con tappe e obiettivi e mi sembra stiano arrivando i primi risultati, quindi non posso che dare un giudizio positivo. C’è collaborazione con la federazione e quando le cose che si dicono poi si fanno non posso che essere contento”.

Quale strategia state elaborando per le comunali?
“Ora stiamo affrontando un percorso che è quello delle primarie e ci stiamo impegnando in questa direzione”.

Sì, ma al di là delle primarie, starete affrontando anche il tema elezioni…
“Il Pd naturalmente avrà la sua lista, ma la discussione la faremo in seguito e sulla base di alcuni criteri che fanno riferimento a temi come l’innovazione, l’equilibrio delle rappresentanze di genere e la presenza di volti giovani. Sono convinto che il Pd dà il meglio di sé, quando prova ad aprire le porte e a intercettare il sentimento di cambiamento che c’è nel paese e a Viterbo. A volte non ci siamo riusciti e il risultato delle politiche lo dimostra. Sarà per noi un insegnamento”.

Come affronterete il fenomeno Grillo che in città ha riscosso un ampio consenso?
“Gli esponenti del Movimento 5 stelle non sono alieni a tre teste, ma persone normali che vivono ovviamente una situazione di estremo disagio per come il sistema politico si è comportato e ha costruito le proposte in questi anni. Il modo migliore per costruire un rapporto positivo è confrontarci sulle questioni dello sviluppo e farlo con molta umiltà, senza che nessuno insegni agli altri e al tempo stesso pretendendo e dando rispetto. Siamo un partito con all’interno meccanismi di democrazia consolidati. Quando un movimento prende percentuali di quella portata è sempre una cosa seria che merita attenzione soprattutto per il futuro della città”.

Pensate di recuperare qualche voto?
“Probabilmente. Il voto a Grillo non è di elettori che hanno abbandonato del tutto il Pd. Parte del consenso del Movimento 5 stelle, certo, deriva dal centrosinistra e dal Pd. La differenza di voto tra le regionali e le politiche però deve farci riflettere perché più ci si avvicina agli elettori più il consenso al Pd sale. Non dobbiamo avere la spocchia di dire che i cittadini non ci hanno capito, perché per me è esattamente il contrario, e cioè che la politica non ha saputo interpretare il disagio comune. Sugli otto punti proposti dal Pd vogliamo costruire un’agenda politica alternativa per il paese”.

A livello comunale, comunque, temete questo avversario politico?
“E’ una forza competitiva e quindi temibile, se poi raccoglie percentuali di quel tipo lo è ancora di più – ammette -. Ma la ripresa del Pd a livello regionale e comunale in cui ci attestiamo al 27 per cento è significativa. Grillo poi raccoglie consensi e come per tutti gli altri schieramenti c’è da stare attenti”.

A oggi come è la situazione interna al Pd?
“Abbiamo fatto delle riunioni per discutere e confrontarci anche alla luce del risultato delle elezioni. Bisogna capire soprattutto rispetto al Viterbese dove e come intervenire. Sarà una valutazione complessa, ma da parte di tutti ho percepito grande senso di responsabilità. La discussione dipenderà anche dal fatto che Bersani riesca o meno a governare. Dobbiamo poi costruire un rapporto serio e costruttivo coi nuovi eletti Mazzoli, Panunzi e Terrosi, valorizzando l’esperienza elettorale di tutti. E infine dobbiamo solidificare il rapporto con il territorio senza chiuderci a riccio. La gente vuole risposte e credo stavolta riusciremo a darle”.

L’hanno stupita le dichiarazioni di Ugo Sposetti quando dice che “se avesse 20 anni non saprebbe se votare Pd“?
“Non commento le dichiarazioni degli altri, non sono abituato a farlo è uno sport che non mi interessa”, taglia corto.

Paola Pierdomenico


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8 marzo, 2013

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