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Centrosinistra - Pd - Il segretario provinciale Andrea Egidi risponde alle dieci domande di Tusciaweb e concede anche qualche extra

“Rossi fa solo spettacolo, noi parliamo del futuro della città”

di Paola Pierdomenico

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Andrea Egidi, segretario provinciale Pd

Andrea Egidi, segretario provinciale Pd

– “La scelta del Centro democratico è inconcepibile”. “Un imprenditore che scende in campo è una novità”. “Rossi fa spettacolo, noi parliamo di città”.

Andrea Egidi rompe il silenzio e risponde alle dieci domande aggiornate di Tusciaweb. Concedendo anche qualche extra.

Nella bufera che ha investito il Pd, il segretario provinciale, attaccato a destra e manca, era rimasto in sordina. Da via Polidori bocche cucite. “Non sono intervenuto per rispetto della discussione formalmente aperta nel partito”, ha sentenziato.

Conclusa la direzione, Egidi ha deciso di parlare.

Cosa ne pensa della richiesta di Dinelli di presentarsi dimissionario, dopo il cattivo risultato elettorale. E come giudica le sue dimissioni da vicesegretario?
“Il risultato elettorale – dice Egidi – specie alle regionali, non è un giudizio contro di noi. Abbiamo ottenuto il 32% ed eletto un consigliere che non era scontato dopo la riduzione del numero dell’assemblea. Non mi sembra poco, dunque. Nei momenti complicati, anche a livello nazionale, non si va via, ma ci si stringe attorno al Pd e si lavora per migliorare. E’ per questo che non condivido la decisione di Dinelli. Di fronte a limiti e difficoltà dobbiamo continuare a lavorare per allargare e rafforzare l’impegno della classe dirigente”.

Qual è la sua proposta per uscire da questa situazione in cui una frangia consistente del partito attacca duramente la classe dirigente?
“Continuare e migliorare il lavoro, analizzando i limiti e le difficoltà di questi mesi. Bisogna riacquistare il rapporto con il territorio della provincia e misurarsi con la sfida di governo. Ripeto, i risultati delle regionali non sono da buttare, siamo il primo partito in provincia e in città. Questo ci dà un’enorme responsabilità specie sulle questioni che riguardano lo sviluppo della Tuscia. Solo  impegnandoci possiamo rispondere concretamente alle esigenze della gente”.

Giulia Arcangeli ha definito la sua gestione mediocre. Cosa replica?
“E’ un suo giudizio – risponde secco -. Non lo condivivido, ma è legittimo che lei dica che la gestione sia mediocre. Se lo pensa… “.

Cosa pensa dell’uscita del Centro democratico dall’alleanza che ha dato vita alle primarie?
“E’ inconcepibile, anche perché le questioni avanzate non ci sono. Il movimento è uscito facendo una polemica sul Pd e su un ipotetico sostegno del partito a uno dei candidati alle primarie. E’ dunque incomprensibile e poco rispondente alla realtà, visto che il Pd non ha scelto formalmente un candidato”.

Partono come primarie del centrosinistra e poi diventano civiche, forse un fondamento c’è…
“E’ una discussione già fatta – taglia corto – . Le primarie sono state promosse dal centrosinistra, ma di per sé sono un fatto civico, perché abbracciano migliaia di elettori che, spesso, non militano nel centrosinistra”.

L’ abbandono del Centro democratico non le sembra, comunque, un fatto grave?
“E’ sbagliato più che grave. Sarà il risultato elettorale a certificare la gravità, non di certo io. Ho notato poi che il centro democratico ha trovato subito una collocazione. Evidentemente, erano loro ad avere altri interessi dall’inizio”.

Quando parla di collocazione, a cosa fa riferimento?
“Mi pare di aver sentito dire di un colloquio con Filippo Rossi… “, lancia la provocazione.

Non le sembra scorretto cambiare le regole in corsa pur di far partecipare alle primarie il candidato voluto da Gigli, Sposetti e Fioroni? Candidato che con grande perspicacia politica alla prima conferenza stampa ha vantato l’appoggio di Zucchi, ex assessore della giunta Marini di centrodestra. Tanto per sottolineare la sua area di riferimento.
“Le regole non sono state cambiate. Potevo capire se si cambiava la data di presentazione delle candidature che invece è rimasta la stessa. E’ stato solo deciso di allineare le primarie con quelle di Roma. Non mi pare ci sia stato un atteggiamento privilegiato su uno dei candidati. Le tappe fissate sul regolamento erano e sono rimaste quelle. La valutazione è stata centrata solo sul fatto di allungare i tempi per la campagna elettorale”.

Non le sembra ingenuo portare prima il candidato voluto da Gigli, Sposetti e Fioroni in tutti gli appuntamenti del Pd in campagna elettorale e poi volerlo spacciare per esponente indipendente della società civile? Insomma come si può far passare un ex consigliere comunale della Dc per una novità?
“Se Michelini rappresenta una novità lo vedremo con le primarie. Sono comunque convinto del fatto che un dirigente di un’organizzazione sindacale come la Coldiretti e un imprenditore che decide di cimentarsi con la sfida del governo locale sia una novità. Poi se Michelini rappresenta la novità, non lo so. Non giudico rispetto a parametri di amicizia o di preferenza dei candidati. Politicamente invece, mi sembra un fatto positivo”.

Pensa che questo possa essere un metodo per intercettare il vento di cambiamento che soffia nel paese?
“Secondo me questa è una scelta che aiuta il centrosinistra a parlare con pezzi diversi e più larghi della società viterbese. E’ un fatto nuovo che un imprenditore decida di scendere in campo e confrontarsi con la sfida di governo. Faccio politica da qualche anno e non ricordo una scelta di questo tipo. Ogni candidato a modo suo contribuisce con l’elettorato che gli fa riferimento”.

Intercetta un mondo nuovo e soprattutto quello del centrodestra, visto che lo stesso Michelini alla presentazione del suo movimento civico, ha specificato di essere appoggiato da amministratori di quello schieramento.
“Questo non lo so, a me Michelini ha sempre detto altro. Lui intercetta un mondo che non ha dialogato con il centrosinistra. Se quindi moderati, conservatori o elettori di centrodestra guardano a Michelini e decidono di votarlo alle primarie e poi alle comunali, in caso di vittoria, non vedo quale sia il problema”.

Ci troviamo quindi di fronte a candidati nominati dall’alto. Non crede che sia tempo di abbandonare i vecchi metodi della politica che hanno segnato la sua segreteria?
“Le primarie si fanno per evitare che i candidati vengano scelti dall’alto. Saranno gli elettori a scegliere il candidato sindaco del centrosinistra non di certo Egidi o altri”.

Per lei, però, perché tanti hanno avuto l’impressione che Michelini sia stato imposto dall’alto e che sia stato fatto di tutto per farlo partecipare alla competizione?
“Proprio perché una persona partecipa alle primarie, per me, vuol dire che non è imposto. Chi avrebbe imposto Michelini?”.

Fioroni, Gigli e Sposetti, per esempio…
“E’ evidente che con lui abbiamo discusso, ma lo stesso è stato fatto con gli altri. Lui si è candidato valutando la possibilità con il tempo che gli ci è voluto e lo ha fatto insieme al gruppo che ha costruito intorno alla sua figura. Mi sembra un ragionamento lineare. Non mi interessa il dibattito del “chi appoggia chi”, mi preme solo che  i tre candidati svolgano la loro campagna elettorale, che rafforzino il centrosinistra e che alla fine il vincitore sia sostenuto da tutti, allargando il perimetro dell’alleanza”.

Alle primarie concorrono tre candidati. Non sarebbe logico che il segretario provinciale e tutto il Pd appoggiasse l’unico candidato del Pd?
“Le primarie sono libere – controbatte -. Il Pd ha deciso di non schierarsi con un candidato e di non avere un candidato formale, in linea a quanto accaduto per quelle nazionali”.

Lei quindi non appoggerà Serra?
“Non appoggio nessuno, semplicemente, perché non sono residente a Viterbo”.

Appoggiare non significa solo dare il voto…
“La funzione che ricopro non mi consente di fare scelte di questa natura”.

Che giudizio si è fatto del primo confronto pubblico tra i tre candidati alle primarie Serra, Michelini e Valeri che si è svolto ieri mattina a Bagnaia?
“Bellissimo – conclude -. E’ la conferma che stiamo mettendo in moto un’operazione straordinaria, perché a confronto ci sono tre persone brillanti, intelligenti e capaci. Un mix veramente positivo. Ho assistito a un dibattito di un’ora e meza sui problemi della città e sui diversi profili dei candidati. Mi auguro che mercoledì 27 marzo alle 17,30 al cinema Lux a Viterbo possa ripetersi questa esperienza. Mentre Rossi fa spettacolo, noi parliamo di sociale, trasporti, lavoro, centro storico e soprattutto… del futuro di Viterbo”.

Paola Pierdomenico


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25 marzo, 2013

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