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Violenza sessuale su due minorenni - Respinta la richiesta del pm, le ragazze non saranno ascoltate - Nessuna notizia dal Riesame

Stupro nel bosco, no all’incidente probatorio

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

– Non ci sarà nessun incidente probatorio sulle due minorenni che hanno denunciato di essere state violentate nel bosco a Montefiascone.

Il gip di Viterbo Francesco Rigato ha respinto la richiesta del pm Fabrizio Tucci, che voleva ascoltare la versione delle ragazze per utilizzarla come prova in un eventuale processo. Il giudice non lo ha ritenuto necessario.

Sul presunto stupro di gruppo avvenuto all’alba del 30 settembre, Rigato sembra avere le idee chiare: non ci sono gravi indizi di colpevolezza a carico dei cinque ventenni sospettati di aver violentato una 17enne russa e una 16enne norvegese. Proprio per questo, a gennaio, il gip rigettò le ordinanze di custodia cautelare richieste dalla procura, che ha rilanciato impugnando l’ordinanza davanti al Riesame. Se non altro, per vedere riconosciuta l’accuratezza di un’indagine definita più volte dal procuratore capo Pazienti “faticosa e complessa”.

L’udienza si svolse esattamente un mese fa. Ed è da un mese che la procura e i ragazzi aspettano una risposta. Come anche le due amiche, tornate nei loro paesi d’origine. La diplomazia russa e norvegese seguono costantemente gli sviluppi della vicenda.

I giudici romani potrebbero autorizzare gli arresti o respingerli di nuovo. In genere, il tribunale del Riesame accelera in caso di provvedimenti urgenti, che dispongano misure cautelari.

Il prolungato silenzio da Roma potrebbe essere un buon segno per i ragazzi. Ma una brutta sorpresa all’ultimo momento è sempre possibile. Per questo l’avvocato Angelo Sodani aspetta in religioso silenzio di poter leggere il dispositivo. Anche se, intanto, commenta positivamente il no del gip all’incidente probatorio: “E’ un provvedimento corretto – dichiara -. Non credo che ci fossero gli estremi per un incidente probatorio. Non ci eravamo opposti alla richiesta, perché non abbiamo paura della verità, né di quello che le ragazze hanno già detto e che, sicuramente, non corrisponde al vero. Sono inattendibili e contraddittorie”.

Per tre ore le due amiche sarebbero rimaste con i cinque. Uscite dalla discoteca Theatro’, hanno chiesto un passaggio ai ragazzi. La macchina si è fermata in un boschetto alle porte di Montefiascone e lì è rimasta, dalle cinque alle otto del mattino.

Difficile dire cosa sia successo in quelle ore. I ragazzi si spalleggiano a vicenda. Dicono di non aver fatto nulla che le ragazze non volessero. La difesa parla addirittura di effusioni scambiate con le due adolescenti prima di andare a casa, con testimoni pronti a confermare.

Meno compatte le due amiche, che denunciano entrambe la violenza, ma la più piccola insinua il dubbio che l’altra fosse consenziente. Per gli inquirenti il messaggio con cui la 17enne racconta lo stupro ai suoi amici, è la prova regina. Ma al gip non è bastato. E potrebbe non bastare al Riesame.

Stefania Moretti


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8 marzo, 2013

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