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Corruzione - Il processo entra nel vivo

Tangenti Asl, Ceccarelli e Micio tra i testimoni

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Luciano Mingiacchi, ex direttore generale della Asl Roma H

Luciano Mingiacchi, ex direttore generale della Asl Roma H

(s.m.) – Entrerà nel vivo oggi il processo per il troncone romano della maxi inchiesta Asl.

Dopo la testimonianza-lampo di un consulente, che ha analizzato i supporti informatici, stamattina sarà la volta dei primi quattro testimoni importanti. Due sono militari dell’Arma e della finanza che riepilogheranno i punti salienti dell’inchiesta. Gli altri due sono Fabio Micio e Massimo Ceccarelli.

Il primo ingegnere e dirigente della Asl viterbese. Il secondo, indagato in un altro filone di inchiesta e in attesa di poter chiudere il capitolo Asl con un patteggiamento.

Ceccarelli, in particolare, fu arrestato due volte nella maxi inchiesta della procura di Viterbo. Sempre per corruzione. E sempre per questioni di tangenti.

La prima volta era il 9 luglio 2009: gli investigatori lo sorpresero a incassare una mazzetta da 15mila euro dall’imprenditore Michele Di Mario. Soldi che andavano presumibilmente spartiti con l’ex dirigente del Ced della Asl Ferdinando Selvaggini.

Pochi mesi dopo – a dicembre -, il secondo arresto. A Ceccarelli si contesta di aver fatto da intermediario tra Selvaggini e l’ex patron della Isa Alfredo Moscaroli. Sempre per il rilascio di tangenti.

Ma questo faceva parte del vecchio fascicolo, approdato due mesi fa dal gup di Viterbo. Quella di stamattina, è un’altra storia, che parla degli strascichi romani dell’inchiesta Asl. L’epicentro del terremoto giudiziario abbattutosi sull’azienda sanitaria è e resta Viterbo. Ma gli echi dell’inchiesta sono arrivati fino a Roma e persino a Rieti, trascinando i vertici delle Asl locali. Al processo per il filone romano, gli imputati sono Luciano Mingiacchi e Patrizia Sanna. Lui ex direttore generale della Asl Roma H. Lei ex dirigente del servizio informatico della stessa Asl romana e di quella di Rieti. Ai due si aggiunge il socio della Isa Riccardo Perugini.

Sono accusati di corruzione per aver garantito, stando alle indagini, un fiume di appalti alla Isa, società viterbese attiva nel settore informatico. Il tutto in cambio di tangenti intascate, secondo i pm, da Sanna e Mingiacchi, mentre Perugini avrebbe fatto da “collettore”.


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15 marzo, 2013

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