--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Comune - Il sindaco Giulio Marini: "Qualche politico non vuole affrontare quest'ultima parte di lavoro" - Sull'uscita dall'aula di Gabbianelli: "Decisione politica"

Consigli a rotoli, c’è chi vuol far saltare tutto

di Giuseppe Ferlicca

Condividi la notizia:

Giulio Marini

Giulio Marini

– Due sedute di consiglio consecutive saltate per le troppe assenze nel centrodestra, ma per il sindaco Giulio Marini la sua maggioranza non è malata, semmai malato è qualche consigliere, che non ha potuto partecipare alla seduta di ieri.

“Sfortunatamente – spiega Marini – ci sono stati tre casi fra malattie e visite mediche, altrimenti da diciannove saremmo stati ventuno”.

Forse c’è dell’altro. “Esistono anche motivazioni politiche – ammette il sindaco – evidentemente da parte di alcuni politici, anche eminenti, c’è l’intenzione di non affrontare quest’ultima parte di consigliatura, chiudendo tutto anzitempo. E’ un po’ la conseguenza di cinque anni burrascosi, non che io mi sia cercato la burrasca, l’ho trovata e affrontata.

Dal 2000 al 2005 in provincia sono stato un principe azzurro e chiunque baciassi, tutto andava bene, in comune invece sono stato gladiatore, combattendo con morti e feriti. Due tempi completamente diversi”. Il numero legale è mancato due volte consecutivamente, ma ieri è venuto meno addirittura su una seduta convocata d’urgenza. E’ stata chiesta a gran voce dalla maggioranza e poi disertata.

Tra la richiesta e la convocazione, in mezzo cos’è successo?
“C’è stata poca comunicazione fra i gruppi – asserisce Marini – altrimenti avremmo saputo dei tre consiglieri assenti e ci saremmo regolati. Poi questa seduta nasce anche dall’impuntatura da parte dei capigruppo, risentiti dal fatto che il presidente del consiglio Giancarlo Gabbianelli sia uscito dall’aula la volta precedete, facendo venire meno il numero legale”. Una prova di forza, insomma.

Che ne pensa della scelta di Gabbianelli?
“E’ una decisione politica, una dimostrazione che ha voluto dare nei confronti del sindaco e della maggioranza”.

Quindi contro lo stesso Marini, ma il primo cittadino non affonda il coltello, anzi, in qualche modo prova a capire le ragioni di Gabbianelli. “In questi cinque anni – prosegue Marini – il presidente del consiglio ha dovuto politicamente subire molto, quindi ha avuto le sue difficoltà e da un punto di vista politico alcuni comportamenti possono starci”.

C’entra qualcosa l’approvazione del piano rischi per l’aeroporto con le sedute saltate?
“Non credo proprio il mio dovere è di sottoporre all’attenzione del consiglio gli atti, poi i consiglieri decidono in libertà, assumendosene la responsabilità.

Se non lo approviamo, nessuno potrà costruire in zona, non solo la lottizzazione Itet, ma pure eventuali altri soggetti. E’ uno scalo civile e quello strumento serve. Si è detto che la delocalizzazione al Barco non va bene, allora il piano va approvato, così potranno realizzare la struttura termale nella parte residuale dell’area, altrimenti rischiamo un contenzioso”.

Fra un mese e mezzo si va al voto e lei perde un alleato, la Destra che ha deciso di correre con un proprio candidato e di non dare indicazioni per un eventuale ballottaggio.
“Vedremo se ci sono margini per un’intesa dicono di no, ma finché non stiliamo un programma e non presentiamo le liste ci si può lavorare, se ne hanno l’intenzione. Il mio intento è allargare il più possibile la base elettorale”.

Domenica ci sono le primarie del centrosinistra, fra i tre candidati, Michelini, Serra e Valeri, ce n’è uno che teme in particolare?
“Non mi sono mai posto il problema non temo nessuno, perché dovrei? Quando mi chiederanno cosa ho fatto in questi cinque anni, risponderò e vedrete che tirando le somme verrà fuori molto più di quello che ci si aspettava”.

Una campagna elettorale che non vede dentro il Pdl tutti d’un sentimento. Francesco Battistoni non lesina critiche a Marini sindaco, Marini coordinatore provinciale e a tutti e due messi insieme.
“Voglio rassicurare Battistoni: sono venti giorni che abbiamo cominciato a tagliare l’erba…”.

La critica dell’ex consigliere regionale su come è tenuta Viterbo non è tra le peggiori. Battistoni affonda il coltello sul fatto che essere sindaco e coordinatore provinciale Pdl indebolisce la sua candidatura alle comunali.
“Come ho già detto, il partito è informato. Ho detto a Roma di risolvere il problema. Mi è stato chiesto di rimanere, ma è chiaro che io ora non sono nelle condizioni di mantenere il doppio incarico.

Per la natura di questa campagna elettorale, il partito dovrà risolvermi questo problema. Prima della precedente tornata elettorale mi è stato domandato di restare visto che ero il rappresentante, ma ora continuare a essere sindaco e coordinatore, in campagna elettorale mi rimane difficile”.

Battistoni sostiene come il Pdl non si sia riunito, le decisioni siano prese altrove.
“Finita la tornata di consigli comunali  ho intenzione con tutti gli esponenti del Pdl di creare un tavolo di saggi. Lo ha fatto Napolitano, posso farlo pure io, per coinvolgere tutti in questa fase importante”.

 

Giuseppe Ferlicca


Condividi la notizia:
6 aprile, 2013

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR