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Viterbo - Respinta due volte la richiesta di sequestro del pm

Farmacia di Bagnaia, chiusa l’inchiesta

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Le pattuglie dei carabinieri

Chiusa l’inchiesta sulla farmacia di Bagnaia. 

La procura di Viterbo mette il punto all’indagine sul giro di medicinali anticipati. Cinque gli indagati per una presunta truffa al sistema sanitario nazionale. Due sono farmacisti, tre medici.

Gli avvisi di conclusione delle indagini sono stati notificati nei giorni scorsi. Atti che preludono a una quasi sicura richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm titolare del fascicolo, Stefano D’Arma.

L’indagine partì a settembre. Da un controllo di routine nelle farmacie viterbesi, i Nas si accorsero di un’anomala e sistematica anticipazione di medicinali a Bagnaia. Il sistema sarebbe stato quello delle fustelle, gli adesivi con il codice a barre applicati sui farmaci. Stando alle indagini del nucleo specializzato dell’Arma, al paziente che si presentava in farmacia senza ricetta veniva comunque anticipato il farmaco. La fustella sarebbe stata tolta e applicata su una falsa ricetta, con la complicità dei medici indagati, per incassare i rimborsi

5mila euro il totale della truffa ipotizzata. Una somma che, per gli avvocati dei cinque, è irrisoria, a fronte di un fatturato annuo della farmacia di 2,5 milioni di euro.

Interrogati dal gip Francesco Rigato, gli indagati dissero di aver agito solo per necessità. I farmaci sarebbero stati anticipati, per lo più, a pazienti cronici, con necessità praticamente quotidiana di rifornirsi di medicinali. Persone che frequentavano molto spesso la farmacia e con le quali era nato un rapporto di fiducia. Al punto da anticipare comunque il farmaco, con la promessa di farsi portare la ricetta appena possibile. Ma il meccanismo potrebbe essersi allargato fino a diventare ingestibile anche per medici e farmacisti.

Per l’avvocato Giovanni Labate “gli accertamenti dei Nas sono frutto di un’interpretazione soggettiva. Non ci sono stati profitti ingiusti. E’ tutto un tragico equivoco, di cui cercheremo di dimostrare l’evidenza”.

Per ora, gli avvocati Labate e Roberto Massatani sono riusciti salvare tre indagati dall’interdizione, ovvero dalla sospensione temporanea dal servizio. Ma il pm ha impugnato il no del gip davanti al tribunale del Riesame, che deciderà a maggio.

Quanto al sequestro preventivo della farmacia, pericolo scampato. La procura lo aveva chiesto a inizio anno. Anche in questo caso a frenare è stato prima il gip, poi il Riesame, che ha respinto l’appello del pm.


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26 aprile, 2013

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