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Politica - I parlamentari del Pd presentano una mozione e scrivono una lettera al presidente della provincia Meroi per informare sul lavoro portato avanti

“No a patto di stabilità per comuni sotto i 5mila abitanti”

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Palazzo Gentili sede della Provincia

– Riceviamo e pubblichiamo una lettera dei parlamentari del Pd al presidente della Provincia Marcello Meroi in occasione della riunione con i sindaci dei comuni al di sotto di cinquemila abitanti, relativamente al tema del patto di stabilità

Gentile presidente,

nell’impossibilità di partecipare all’incontro da te promosso per la giornata di mercoledi 10 aprile, vogliamo cogliere l’occasione, attraverso questo messaggio, innanzi tutto per ringraziarti dell’invito e in secondo luogo per informare te e gli amministratori presenti alla riunione circa il lavoro che stiamo portando avanti e i nostri intendimenti su alcuni problemi aperti che saranno oggetto della vostra discussione.

Sabato scorso il consiglio dei ministri ha varato il decreto che consente di sbloccare il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese per una cifra complessiva di 40 miliardi di euro, 20 miliardi entro il 2013 e 20 miliardi nel 2014.

Non è stato sbloccato tutto il debito, ma una parte di esso e in ogni caso si tratta di un segnale importante vista la gravità della situazione dell’economia reale.

Fra le misure per l’accelerazione dei pagamenti, alcune intervengono sui vincoli del patto di stabilità degli enti locali.

Per esempio:
1. Un allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno tale da consentire l’utilizzo degli avanzi di amministrazione disponibile;
2. L’esclusione dal patto di stabilità delle Regioni dei pagamenti effettuati in favore degli Enti Locali sui residui passivi a cui corrispondano residui attivi di Comuni e Province.

Il Pd ritiene che sul tema degli enti locali queste misure, pur utili, non siano del tutto sufficienti e ha per questo predisposto una mozione parlamentare, per chiedere di escludere dall’applicazione delle regole del patto di stabilità interno i comuni ricompresi fra i mille e i cinquemila abitanti.

Questi comuni, infatti, sono nell’impossibilità di rispettare le nuove regole in considerazione della diversa gestione contabile.

Per di più i comuni sino a 5mila abitanti sono impegnati in un processo storico di trasformazione istituzionale che prevede la gestione obbligatoria associata di tutte le funzioni fondamentali e pertanto, in prospettiva, sono impegnati a realizzare forme associative stabili quali l’Unione dei comuni o altre forme associative: appare, quindi, ancor più irragionevole sottoporre i singoli comuni a nuove regole che peraltro sono apertamente e con determinazione messe in discussione per i comuni sopra i 5mila abitanti.

Inoltre, vogliamo porre l’attenzione su un ulteriore problema che sta complicando la vita dei piccoli comuni: l’istituzione, dal primo aprile, della centrale unica di committenza che sovrintende alle gare per l’acquisto dei servizi e per l’esecuzione dei lavori pubblici realizzati dagli stessi che sta creando notevoli difficoltà invece di semplificare e razionalizzare le procedure degli enti rischiando di complicarle con relativo aggravio dei costi.

È urgente una correzione che renda più flessibile l’utilizzo di questo strumento che è sicuramente importante per espletare tutte quelle funzioni che gli enti locali mettono in comune ma non può essere resa obbligatoria per ogni esigenza. A tale riguardo i gruppi del Pd stanno predisponendo un’ apposita proposta di legge.

Infine lo scorso 2 aprile è stata presentata alla Camera dei deputati, dal Pd, una mozione parlamentare sul tema della Tares (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi) che impegna il governo:

ad assumere le necessarie iniziative per prorogare di un anno, al primo gennaio 2014, l’entrata in vigore della stessa;
ad adottare immediatamente iniziative normative dirette a raccordare la vecchia e la nuova disciplina del prelievo sui rifiuti tenendo conto dell’impatto della pressione fiscale sui cittadini e sulle imprese anche al fine di valutare una sua completa modifica;

ad avviare immediatamente la revisione della disciplina vigente e rinnovare l’apparato attuativo del nuovo tributo, in modo da renderlo coerente con le esigenze di efficiente copertura degli oneri complessivi della gestione del ciclo dei rifiuti.

Sull’insieme delle necessità del sistema degli enti locali ci sentiamo impegnati perché consapevoli che di lì passa l’opportunità di costruire un pezzo della ripresa del paese sul piano economico e sociale e confermiamo la nostra disponibilità ad una collaborazione istituzionale quanto mai utile per difendere e sostenere il nostro territorio.

A te, caro presidente, e a tutti i sindaci e gli amministratori locali della provincia di Viterbo riuniti con te, inviamo un saluto e un augurio di buon lavoro.

Alessandro Mazzoli
Alessandra Terrosi
Donatella Ferranti
Giuseppe Fioroni
Ugo Sposetti
Parlamentari del Pd


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10 aprile, 2013

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