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Minorenni denunciano violenza sessuale - Arresti negati dal Riesame, ecco perché - La procura ha deciso: nessun ricorso in Cassazione

Potevano scappare e non l’hanno fatto

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

(s.m.) – Potevano scappare e non l’hanno fatto.

C’è scritto anche questo nelle motivazioni del tribunale del Riesame sul presunto stupro di due minorenni straniere. I giudici hanno respinto la richiesta della procura viterbese di arrestare i cinque ventenni di Onano e Aquapendente. E in sei stringate paginette, spiegano perché.

Il motivo principale starebbe nelle vistose contraddizioni tra le parti offese. La 17enne russa e la 16enne norvegese hanno denunciato entrambe di essere state violentate, all’alba del 30 settembre scorso, in quel bosco alle porte di Montefiascone. Ma i loro racconti, almeno all’inizio, non coincidono.

La più piccola dice di non aver mai sentito l’amica urlare. Per questo pensava che si fosse volontariamente appartata con quattro dei cinque ragazzi. Anche perché, da quanto trapela dalle indagini, per uno in particolare, la 17enne avrebbe anche manifestato una certa simpatia. Lei, però, smentisce e ai suoi amici rimasti in Russia descrive come un incubo quell’afterparty dalla discoteca di Viterbo al boschetto di Montefiascone.

Gli inquirenti lo scoprono con una perizia sui i messaggi Facebook della ragazza. Perizia che per il tribunale del Riesame non basta a rendere le due amiche più credibili. Le loro contraddizioni, secondo i giudici, spiccano ancora di più accanto alla versione univoca e compatta dei cinque, tutti convinti di non aver affatto calcato la mano.

Il fattore tempo, poi, ha la sua importanza. La comitiva lascia la discoteca alle 5 del mattino. Prima di accompagnare a casa le ragazze, c’è la lunga sosta al boschetto, che dura fino alle 8. Possibile, si chiedono i giudici, che in quelle tre ore le due amiche non abbiano avuto modo di scappare?

Le motivazioni del Riesame fanno cenno anche alla particolare condizione in cui le due amiche si trovavano. Entrambe in Italia in vacanza studio, avevano delle ferree regole da rispettare. Orari compresi. Quella sera, sarebbero dovute rincasare a mezzanotte e invece alle cinque del mattino erano ancora in discoteca a ballare. Per la difesa, oltre che per il Riesame, quell’errore poteva mandarle incontro alla revoca del programma di istruzione all’estero, con immediato ritorno al proprio paese. Rischio che, secondo i giudici romani, le due amiche non volevano correre.

La procura, intanto, ha rinunciato alla battaglia sulle richieste di arresto. Contro il no del Riesame al carcere per i cinque, il pm Fabrizio Tucci non ricorrerà in Cassazione. Ai ragazzi, ha fatto notificare nei giorni scorsi gli avvisi di conclusione delle indagini, che preannunciano una sicura richiesta di rinvio a giudizio.

L’attenzione, ora, si sposta sulle evoluzioni della vicenda in aula. Quindi, sull’udienza preliminare.


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7 aprile, 2013

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