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Non ci resta che ridere - Ancora slogan, i candidati si sbizzarriscono e qualcuno prende ispirazione direttamente dall'alto

E c’è anche chi sa a che santo “votarsi”…

di Giuseppe Ferlicca

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Il manifesto di Giovanni Adami

Il manifesto di Giovanni Adami

Il manifesto di Giovanni Adami

Il manifesto di Giovanni Adami

Papa Ratzinger e Giulio Marini

Papa Ratzinger e Giulio Marini

Luisa Ciambella vista quelli di Semo del gatto

Luisa Ciambella vista quelli di Semo del gatto

– Slogan elettorali parte seconda. Quattordici candidati sindaco in ventuno liste, ma soprattutto più di seicento in corsa per un posto da consigliere (su trentadue disponibili), hanno prodotto un bel risultato. Bisogna mettersi in mostra.

Non importa come e soprattutto non importa con quali slogan: per apparire un po’ d’ingegno occorre farsi venire. Pregasi i candidati di non utilizzarlo (fotosatira: Elezioni da ridere 2 – Elezioni da ridere).

Più o meno riusciti, hanno il merito d’avere scatenato parodie in rete che aumentano ogni giorno.

Gli ultimi remake in chiare ironica riguardano il sindaco uscente e lui si augura rientrante Marini, immortalato con papa Ratzinger che gli ricorda come ormai si sia ritirato a vita privata.

Marini ha un dubbio: tra poco dovesse toccare pure a lui…

Poi non tutti i sindaci riescono col buco, ma Michelini può contare su una Ciambella (Luisa) e quindi l’attualità, con la frase detta, anzi non detta da Claudio Margottini sul trasporto della Macchina, appuntamento provinciale.

Adesso si scopre che a fargli cambiare idea è stato nientemeno che il ranger Walker del telefilm Walker Texas Ranger.

Detto di chi per cambiare non vuole cambiare (Marini), di chi Viterbo la ritiene un’impresa possibile (Michelini), confondendo il ruolo di sindaco da quello ricoperto da sempre d’imprenditore e detto del sindaco parlante (Santucci), guardando manifesti nelle bacheche reali e in quelle virtuali sui social network, c’è di tutto.

Ma soprattutto, tanto, tanto amore.

L’amore per Viterbo come se fosse la sua famiglia, Andrea Scaramuccia l’ha declinato in tutte le salse, facendo proseliti fra i suoi candidati consiglieri, ritratti con la prole. Chi l’ha detto che non si fanno più figli?

I tempi però sono maturi, è il momento di fare un passo in avanti. Anzi in alto. Scende in campo l’amore per Viterbo e l’amore per Santa Rosa. Un’ovvietà per tanti viterbesi, ma che Giovanni Adami, un glorioso passato da Facchino e oggi aspirante sindaco, ha voluto ribadire.

Tuttavia qualche dubbio rimane. Nel manifesto circolato su Facebook viene prima l’amore per Santa Rosa rispetto a quello per la città. E’ in corsa alle comunali o per un posto in paradiso? Poco male, in ogni caso sempre i voti dovrà prendere.

Scegliere fra tanti candidati non è semplice e allora c’è chi prova a semplificare, proponendo una “amministrazione Chiara” (Frontini).

Ma fra tutti, il “Per cambiare non cambiare” di Marini rimane imbattibile.

Anche per un’altra ragione. Fra tanti candidati che ci mettono la faccia, lui ha deciso di tenerla ben nascosta. Sui manifesti solo un disegno appena accennato e di spalle.

In cinque anni non ha nemmeno avuto il tempo di scattarsi una foto. Poi andate a dirgli che non ha fatto niente per Viterbo.

Giuseppe Ferlicca


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10 maggio, 2013

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