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Elezioni 2013 - Chiara Frontini, candidata a sindaco per Viterbo VentiVenti, individua nel bilancio del Comune i fondi necessari a rendere l’acqua potabile

“Ecco come finanzieremo i dearsenificatori”

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Chiara Frontini

Chiara Frontini

Riceviamo e pubblichiamo – Dopo aver studiato attentamente il bilancio del Comune, ecco trovati i fondi per arginare, almeno nell’immediato finchè non sia possibile produrre interventi sostenibili nel lungo periodo, il problema arsenico.

Chi dice che “non ce so le sorde” mente, sapendo di mentire, per coprire la propria incapacità amministrativa e gestionale. Almeno due le fonti di finanziamento.

E’ giusto che, prima di andare al voto, i cittadini viterbesi sappiano che nel 2011 si è rendicontato un avanzo di amministrazione di 7 milioni 826 mila euro, di cui vincolati circa 4 milioni e mezzo. Ma come sono vincolati questi fondi?

Ad esempio ben 629 mila euro risultavano vincolati quali fondo di garanzia di crediti del Servizio idrico integrato (leggasi Talete), per l’asserito pericolo di non poter riscuotere i crediti vantati dal Comune. Infatti Talete deve al Comune di Viterbo, e in minima parte alla Provincia, come riconosciuto anche da una sentenza della Corte dei conti, circa un milione e 800 mila euro; ciò perché Talete espleta il servizio idrico dal luglio del 2007 avvalendosi del personale, delle attrezzature e dei beni strumentali della Robur.

Ora, non solo il Comune non si è attivato per riscuotere un milione e 800 mila euro di crediti da Talete, ma destina altri 629mila euro come garanzia per i soldi che non potrebbe riscuotere da Talete, quando è lo stesso Comune che non si è attivato per ottenere quanto gli spetta.

Quindi, se i viterbesi ci daranno fiducia, 629 mila euro verranno svincolati per il dearsenificatore non appena la nostra amministrazione diventerà operativa (a luglio, circa), anticipando la parte mancante nell’approvazione del nuovo bilancio. Dal giorno dopo, tutti in Regione per farsi restituire la somma anticipata e poi rimborsare così tutte le attività commerciali e cittadini che hanno già installato a proprie spese il dearsenificatore.

Altro provvedimento che prenderemo per ridurre la spesa sarà quello dell’istituzione dell’Amministratore unico. La Corte dei conti lombarda, con deliberazione del 3 maggio, ha stabilito che i Comuni possono optare per l’amministratore unico al posto del consiglio di amministrazione delle società partecipate. Perché il Comune di Viterbo non sceglie questa opzione? Noi lo faremo.

E’ ora di smetterla di utilizzare il denaro dei cittadini per retribuire amministratori scelti in base alla appartenenza politica.

Primo provvedimento della nuova amministrazione, nel luglio di quest’anno, sarà quello di risolvere il problema dell’arsenico, per poi pretendere dalla Regione i soldi spesi in sua vece. Ma intanto nemmeno un giorno in più di potenziale danno alla salute dei cittadini viterbesi.

Chiara Frontini
Viterbo 2020

21 maggio, 2013

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