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Elezioni comunali 2013 - Attenzione alle fasce più deboli, pronta una serie d'iniziative a cominciare dalla casa per padri

Ecco il piano regolatore sociale di Fratelli d’Italia

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Federico Fracassini e Marcuccio Marcucci

Federico Fracassini e Marcuccio Marcucci

Giuseppe Peruzzi Talucci, Mauro Rotelli e Paolo Bianchini

Giuseppe Peruzzi Talucci, Mauro Rotelli e Paolo Bianchini

(g.f.) – A Viterbo non siamo all’emergenza sociale, ma la situazione è delicata, serve un piano per aiutare poveri, nuovi e vecchi e le fasce di popolazione in difficoltà.

Fratelli d’Italia ha pensato a un piano regolatore sociale.

“A Viterbo non c’è frizione sociale – spiega Mauro Rotelli – le difficoltà sono le stesse che altrove, certo i dati della mensa Caritas che parlano di un aumento dei pasti erogati, ad esempio, deve far riflettere. Non siamo al collasso, ma il Comune può intervenire e migliorare i servizi”. Un’emergenza o quasi non si affronta senza un’adeguata squadra.

“Da tempo – ricorda Rotelli – abbiamo lanciato l’allarme dell’esiguo numero d’assistenti sociali. Quando sono entrato io nel settore erano più di dieci, oggi sono cinque. Non ce la fanno, ecco perché il primo concorso pubblico deve riguardare il reintegro di queste figure”.

Le persone e soprattutto il piano. “Che va nell’ottica di quelle iniziative amministrative che proporremo da subito al prossimo consiglio comunale. Perché noi di Fratelli d’Italia ci saremo. Il piano regolare sociale è ispirato a quello dell’urbanistica e preso come spunto uno analogo elaborato per Roma da Martino Rebonato”.

Dopo avere ascoltato terzo settore, volontariato e cooperative è emerso come vadano coinvolti maggiormente nelle iniziative.

Noi poi diciamo basta con le gare al ribasso sui servizi sociali, non si possono trattare alla stregua delle gare per l’illuminazione o i marciapiedi. Per un miglior funzionamento del settore, anche a Viterbo le competenze per servizi sociali e orientamento al lavoro dovrebbero essere sotto lo stesso assessorato”.

La casa è uno bel problema per molti cittadini. “Preso atto – continua Rotelli – che i fondi affitto dalla Regione arrivano in ritardo di due anni e in maniera insufficiente, noi guardiamo all’housing sociale, con percentuali d’abitazioni da tenere a riserva, come succede per le case popolari, di cui una parte viene riservata al Comune per assegnazione in casi particolari”.

Quindi un po’ d’equità fra centro e periferia. “Le risorse finanziarie vanno impiegate nella stessa maniera sia in centro, sia nelle frazioni”.

Il piano è piuttosto articolato e prevede anche tre progetti specifici: “Una casa dei papà – anticipa Rotelli – perché separazioni e divorzi fanno scattare nuove povertà da parte di mariti che lasciano a moglie e figli la casa e spesso non sanno più dove andare.

Sulla falsa riga della casa accoglienza per madri, andrebbe realizzata anche una struttura per padri. Poi abbiamo pensato al finanziamento di determinati progetti cui ciascuno può dare il proprio contributo.

Succede spesso di venire a conoscenza d’iniziative meritevoli, alle quali avendolo saputo per tempo, volentieri si sarebbe dato un contributo. La cosa andrebbe in qualche modo istituzionalizzata, con il Comune che diventa il canale per queste idee.

Poi il 5 per cento delle cooperative dovrebbe essere di tipo B, con al loro interno ex tossicodipendenti o carcerati, per lenire il disagio che diventa sociale. Rilanciamo anche la proposta di “Prendi in casa uno studente”. Anziani soli e in difficoltà possono destinare una stanza a uno studente in cambio di alcuni servizi, stabiliti in un protocollo”.

Per gli anziani un’altra idea: “Il progetto casa sicura, che ha bisogno di un finanziamento più cospicuo. Ha l’obiettivo di non far correre pericolo alle persone sole, quindi con controlli a impianti di riscaldamento e del gas, con piccoli contributi destinati al controllo e messa in sicurezza”.


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2 maggio, 2013

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