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“Graziani ha promesso tanto e poi è scappato”

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Il direttore sportivo della Viterbese Maurizio Manfra e l'allenatore Massimiliano Farris

Il direttore sportivo della Viterbese Maurizio Manfra e l’allenatore Massimiliano Farris

L'allenatore Massimiliano Farris

L’allenatore Massimiliano Farris

L'allenatore Massimiliano Farris

L’allenatore Massimiliano Farris

Il direttore sportivo Maurizio Manfra

Il direttore sportivo Maurizio Manfra

L'allenatore Massimiliano Farris

L’allenatore Massimiliano Farris

– “Graziani ha promesso tanto e poi è scappato”.

Massimiliano Farris vuota il sacco e se la prende senza mezzi termini con l’ex presidente della Viterbese, Carlo Graziani, che alcuni mesi fa lasciò la guida della società lasciandola senza futuro.

“Graziani – dichiara Farris – ci ha promesso cose che non ha mai mantenuto. Ci ha assicurato che i soldi, seppur pochi, ci sarebbero stati. Poi, all’improvviso, è scappato. Mi spiace dirlo, ma si è dimostrato davvero una persona piccola”.

Un abbandono che ora lascia la squadra in una situazione a dir poco assurda: senza un futuro da un punto di vista societario, proprio nel momento in cui le porte della Lega Pro potevano aprirsi sul serio.

La Viterbese, infatti, sebbene ieri sia stata sconfitta pesantemente dalla Virtus Castelfranco uscendo quindi dai playoff, rimane tra le sei migliori squadre di tutta la serie D italiana e potrebbe seriamente sperare in un ripescaggio in Lega Pro per la prossima stagione.

Ma senza una società alle spalle tutto questo non è possibile.

“I giocatori e i tifosi hanno dato davvero il massimo – continua Farris – e io fatico a credere che finisca tutto così. Non è giusto che per colpa della società si faccia morire il calcio a Viterbo”.

Ed è proprio questo lo spettro che aleggia sul Rocchi in queste ore. Che il calcio muoia definitivamente. Perché, a come stanno le cose ora, non soltanto si rischia di non entrare in Lega Pro, ma anche di non giocare nemmeno la serie D.

“Non sappiamo cosa succederà in futuro – dice il direttore sportivo Maurizio Manfra -. Sappiamo soltanto che giovedì sera ceneremo tutti insieme e faremo una foto di gruppo per non dimenticarci mai della splendida avventura di questa stagione. E poi? Poi non lo so. Poi andremo in ferie…”

Come dire… Del doman non v’è certezza. A meno che non spunti finalmente qualcuno che abbia intenzione di investire sul calcio a Viterbo.

“Nelle ultime settimane ne ho sentiti tanti di finti ricchi che gettano il sasso e poi nascondono la mano – continua Manfra -. Gente che ci chiama e ci chiede cosa serve alla squadra. Ma che domande sono? Alla squadra serve tutto. Anche duecento euro. Non prendiamo gli stipendi da mesi, abbiamo i giocatori che rischiano lo sfratto perché non possono pagare l’affitto.

Se qualcuno ha intenzione di investire seriamente sulla Viterbese noi siamo qui, altrimenti le chiacchiere sono inutili. Il punto è che a nessuno interessa davvero di questa squadra”.

Eppure il calore dei tifosi, in particolare per queste ultime partite in casa dei playoff, si è fatto sentire. Eccome.

“I tifosi sono fantastici – sottolineano sia Manfra che Farris -. Siamo riusciti a portare allo stadio circa ottomila persone in due settimane. Ci sono stati vicini anche economicamente con delle collette. Hanno dimostrato che il rapporto tra la squadra e la città è saldo ed emozionante. Ma loro, purtroppo, non possono certo fare di più. Qui servono imprenditori seri”.

L’unico nome che continua a circolare, sebbene con centinaia di se e di ma, è quello del patron romano Angelo Deodati.

“Deodati è vicino alla Viterbese – conclude Manfra -. In questi giorni l’ho sentito e mi ha di nuovo assicurato che sta pensando di continuare a intraprendere un percorso al fianco dei Gialloblù. Lui però pare sia intenzionato a rilevare la società solo e soltanto se questa giocasse la prossima stagione in Lega Pro. Altrimenti le cose si farebbero molto più difficili”.

Ma il punto è tutto lì. Se Deodati non rileva la società la Viterbese non potrà mai andare in Lega pro e se la Viterbese non va in Lega Pro Deodati non rileverà mai la società. E’ un cane che si morde la coda e che lascia i Gialloblù abbandonati a se stessi, pur avendo ottenuto ottimi risultati sul campo.

“Questi giocatori non hanno mollato mai – ricorda Farris -. Io certe volte mi chiedo davvero come abbiano fatto. Sono stati splendidi. Senza stipendi e senza garanzie hanno portato la squadra più in alto possibile. E’ chiaro che adesso alcuni di loro stiano avendo contatti con altre società. Qui, finora, un futuro non ce l’hanno. Se qualcuno glielo desse potremmo davvero continuare a fare grandi cose.”

Francesca Buzzi


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