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Viterbo - Approvazione del bilancio, scontro in commissione dopo la diffida dalla prefettura - Marcucci (Fdi): "Convocazione del consiglio illegittima" - L'opposizione attacca Marini sui numeri - Domani secondo round

Il consuntivo della discordia

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La commissione bilancio a palazzo dei Priori

La commissione bilancio a palazzo dei Priori

La riunione della commissione bilancio

La riunione della commissione bilancio

Seduta di commissione bilancio

Seduta di commissione bilancio

Seduta di commissione bilancio

Seduta di commissione bilancio

(g.f.) – Una sola certezza: il bilancio consuntivo andava approvato entro il trenta aprile dal consiglio comunale. L’amministrazione Marini non l’ha fatto e ha scatenato una serie di reazioni, effetto domino.

La prefettura ha inviato una lettera in cui si intima l’approvazione entro venti giorni, il presidente del consiglio Giancarlo Gabbianelli ha convocato le sedute di consiglio comunale per domani e dopodomani e tra maggioranza e opposizione scoppia il caos. Con il forte rischio di portare dentro il palazzo la campagna elettorale. Sempre che le due sedute convocate per domani e dopodomani si tengano sul serio.

Stamani in commissione bilancio, convocata d’urgenza per discutere del consuntivo, se ne sono viste e sentite di tutti i colori. Perché se l’opposizione vuole discutere l’argomento, pure la maggioranza concorda, con un piccolo, ma non troppo, interrogativo: la convocazione delle sedute è a norma?

“Lo vogliamo approvare il consuntivo – spiega il capogruppo Pdl Roberto Bennati – ma siamo nelle condizioni di poterlo fare?”. Tutto ruota attorno a un numero: il 217. E’ l’articolo del testo unico degli enti locali, in base al quale prima della discussione deve essere lasciato ai consiglieri il tempo di studiare le carte. Venti giorni.

L’interpretazione del segretario generale conferma la tesi. Il che basta a Marcuccio Marcucci (Fratelli d’Italia) per alzare le barricate: “In consiglio comunale – anticipa Marcucci – eccepirò l’illegittimità della seduta, il testo unico parla chiaro, la convocazione non è legittima, non avendo avuto i consiglieri il tempo d’esprimere un parere motivato.

Per quanto ne so io, potrebbe avere anche sbagliato la prefettura, non avendo indicato la norma del testo unico. Come consigliere ho venti giorni per esaminare il bilancio e nessuno mi obbliga a farlo in due giorni come si vorrebbe”.

Il suo collega di partito Antonio Fracassini rincara la dose: “Nel consuntivo – osserva Fracassini – è riportato anche il bilancio di Francigena, con data 29 aprile, quindi se la giunta ha approvato lo schema il trenta è perché non poteva essere fatto prima”.

Insomma, un supplemento di caos finale che il consiglio si poteva risparmiare. Con la minoranza che invece insiste nel voler discutere, entra nel dettaglio, attacca il centrodestra per un consuntivo che sancisce a loro dire la sconfitta della gestione Marini.

Tutto legittimo, solo che in questo momento, fa tanto campagna elettorale. E forse in altri momenti, tanto la maggioranza quanto l’opposizione hanno fatto ricorso giustamente, al regolamento, alla norma. Il che avvalora la tesi sulla poca opportunità di una seduta di consiglio a ridosso del voto, con i consiglieri più fuori della sala d’Ercole a telefonare per la campagna elettorale, che non a seguire il dibattito.

“Sollevo perplessità – sostiene Ottavio Raggi (Pdl) – su una convocazione all’ultimo minuto e ho dubbi sulla nota della prefettura. Si parla di scioglimento del consiglio, ma quale sciogli, il prossimo visto che siamo in scadenza? Mi pare una comunicazione anomala e fuori luogo”.

Del resto, però, il presidente del consiglio Giancarlo Gabbianelli, ricevuta la comunicazione del prefetto, non poteva far finta di nulla: “Non è compito della presidenza – osserva Gabbianelli – discutere quanto sottoposto agli organi comunali.

Il prefetto fa un richiamo e diffida dall’approvare entro venti giorni il rendiconto di gestione. Ritengo che sia cosciente dalla norma. Si tratta di atto indifferibile e urgente.

La prossima settimana, essendoci le elezioni, il comune sarà impegnato su altri fronti, da qui deriva l’urgenza di farlo subito. La convocazione è avvenuta solo per rispetto di legge.

Del resto il termine ultimo per il consuntivo è il 30 di aprile, ma nulla vietava che fosse approvato prima. Ai primi d’aprile, ad esempio.

Non è stato fatto e non è certo responsabilità del prefetto o della presidenza, ma di chi non ha rispettato i termini di legge”.

Le posizioni sono inconciliabili, le idee tante e ben confuse. Chi chiede come Bennati di saltare la seduta di mercoledì e andare direttamente a giovedì in seconda convocazione, chi propone un’altra seduta di commissione, chi di non fare nulla.

Alla fine i consigli rimangono convocati e in più domani la commissione bilancio torna a riunirsi alle 12,15. Sempre più a ridosso delle elezioni, non certo una garanzia di buona riuscita.

 


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21 maggio, 2013

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