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Macchina del fango, ascoltato come testimone Roberto Angelucci

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Roberto Angelucci [3]

Roberto Angelucci

Paolo Gianlorenzo [4]

Paolo Gianlorenzo

(s.m.) – Macchina del fango, ascoltato come testimone Roberto Angelucci. 

L’imprenditore della sanità, titolare delle cliniche Santa Teresa di Viterbo e Cra di Nepi, è stato sentito come persona informata sui fatti in relazione all’inchiesta che vede coinvolti due giornalisti viterbesi.

Uno è Paolo Gianlorenzo, ex direttore di un giornale locale. L’altra, la sua collaboratrice Viviana Tartaglini, un tempo legale rappresentante della cooperativa editrice dello stesso quotidiano.

Il ruolo di lei è marginale. Il più esposto sembrerebbe Gianlorenzo, indagato, tra l’altro, anche per i feroci attacchi a mezzo stampa ad alcuni politici locali (in particolare l’ex capogruppo regionale Pdl Francesco Battistoni e il sindaco di Grotte di Castro Piero Camilli). Il sospetto degli inquirenti è che almeno una parte di quegli articoli sia stata scritta a pagamento, per gettare fango su nemici degli amici. 

Ma ad Angelucci questa parte interessa poco. L’imprenditore romano può aver parlato dei suoi rapporti con Gianlorenzo solo nell’ambito dell’inchiesta Asl, la maxi indagine sull’appaltopoli sanitaria tutta viterbese che coinvolge, tra gli altri, anche Angelucci e il figlio Fabio, e della quale Gianlorenzo si è occupato.

Lo stesso Angelucci è sato bersaglio di alcuni infuocati articoli sull’inchiesta Asl. Sempre lui, in quanto presidente del gruppo RoRi, era l’editore di un’altra testata locale, chiusa ormai da diversi mesi.

Proprio questi motivi potrebbero averlo portato venerdì mattina a trattenersi per un’oretta negli uffici del pm Massimiliano Siddi.

Il titolare dell’inchiesta su Gianlorenzo & Co. è intenzionato a sondare non solo i meccanismi della presunta macchina del fango, ma anche i movimenti del giornalista nel reperimento e confezionamento di alcune notizie. Comprese quelle inserite nella cornice dell’inchiesta Asl.

Del resto, Angelucci non è l’unico personaggio di spicco di quell’inchiesta che il pm Siddi ha voluto ascoltare. Prima di lui c’è stato Ferdinando Selvaggini [5], ex responsabile del centro elaborazione dati della Asl. Anche lui indagato nel fascicolo sui presunti appalti pilotati dall’azienda sanitaria e anche lui sentito come persona informata sui fatti. Una strategia che disegna un ideale filo rosso tra l’inchiesta Asl e la macchina del fango, che conta già una decina di indagati.


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