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Comune - Incalza la polemica sul recupero dell'Unione. Il sindaco Marini replica ad Antoniozzi (Viva Viterbo): "E' male informato" - Bilancio della stagione, aumentano gli spettatori

Sarà un teatro full optional

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La conferenza stampa sulla stagione teatrale

La conferenza stampa sulla stagione teatrale

(g.f.) – Va in scena l’ennesima polemica elettorale. Stavolta palcoscenico è il teatro Unione e il suo recupero. Attore protagonista, Giulio Marini, che approfittando della conferenza per il consuntivo della stagione teatrale all’auditorium dell’università, si toglie teatralmente qualche sassolino dalle scarpe.

Sull’Unione, facendo una puntatina anche al Genio. “Purtroppo – precisa Marini – nel patto siglato da Zingaretti e Michelini non ho trovato niente per il Genio. Tanto Marrazzo quanto la Polverini mi avevano assicurato fondi per la parte artistica. Ho l’ambizione di dotare Viterbo di due strutture teatrali importanti. Speriamo di riuscirci”.

Sull’Unione, invece, Alfonso Antoniozzi (Viva Viterbo) aveva criticato il recupero, spiegando come ci saranno problemi sull’impianto luci che si dovrà affittare, ma pure con il palco. “Quando dico che servono amministratori capaci – osserva Marini – non lo dico a caso. Perché chi ha capacità non dice inesattezze.

Ultimati i lavori al teatro, non dovremo più come accadeva in passato, noleggiare le luci, lo avremo in pianta stabile.

Non posso pensare che Antoniozzi non lo sapesse, ne abbiamo parlato, è stato con me sul cantiere. Non voglio fare polemica con lui, ma evidentemente tra Giappone e altri posti si è un po’ distratto su Viterbo”.

Marini mantiene il riserbo su quando il teatro potrà riaprire, mentre non si lesinano dettagli sulle migliorie: “Sarà rifatta anche la graticcia, il sistema che serve a cambiare le scene – spiega Paolo Manganiello – in legno ignifugo e abbassata di un metro e settanta, sarà elettrica”.

E ancora: “Sperando che non la riempiranno di palloncini – ironizza Marini – sarà allargata anche la buca per l’orchestra, è una variante al progetto, per renderla più capiente in modo da poter chiedere contributi anche per altro genere di spettacoli come l’opera ai quali oggi non possiamo attingere”.

Per fare questo, salta la prima fila di poltrone in platea. “Una volta ultimato dovremo pensare alla gestione.

Abbiamo messo in piedi le pratiche per la fondazione, ma con gli ultimi provvedimenti del governo, i comuni non possono più farne parti.

Troveremo altre soluzioni, quello che conta è che il teatro dovrà essere aperto tutto l’anno, compatibilmente con le esigenze delle compagnie. Estate e inverno e non due volte al mese”.

Nel frattempo, la stagione che si è appena conclusa, ha visto crescere il numero di spettatori.

“Sono stati 1700 i paganti – spiega il direttore Stefano Porro – che sommando le presenze per i tre spettacoli mattutini portano il totale a 2300, un ottimo risultato, se si pensa anche alle iniziative per il teatro ragazzi e al coinvolgimento di attori viterbesi, compreso lo staff tecnico”.

Prossimamente in cartellone, invece, anche il teatro sociale: “Un percorso già intrapreso – ricorda Paolo Manganiello – con persone che hanno problemi d’integrazione sociale. Da questo punto di vista Viterbo è un’eccellenza sul piano nazionale, con realtà quali Eta Beta, Juppiter e il disabile adulto. Spettacoli degni d’essere visti da chi segue la stagione teatrale”.


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11 maggio, 2013

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