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Elezioni comunali 2013 - Paolo Ferrero, segretario nazionale Rifondazione Comunista a Viterbo per sostenere Prestininzi sindaco, basito per la cena di Michelini con Potito Salatto

“Sbagliato pensare che l’amico di Fioroni sia meglio della destra”

di Giuseppe Ferlicca
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Paolo Ferrero e Marco Prestininzi

Paolo Ferrero e Marco Prestininzi

Paolo Ferrero

Paolo Ferrero

Paolo Ferrero e Marco Prestininzi

Paolo Ferrero e Marco Prestininzi

Paolo Ferrero e Marco Prestininzi

Paolo Ferrero e Marco Prestininzi

Paolo Ferrero e Marco Prestininzi

Paolo Ferrero e Marco Prestininzi

– “Il problema non è votare il meno peggio, è sbagliato pensare che l’amico di Fioroni sia meglio della destra” (fotogallery).

Nel vivo della campagna elettorale, a Viterbo arriva il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero per sostenere la candidatura a sindaco di Marco Prestininzi e a piazza delle Erbe, il messaggio a sostenitori e simpatizzanti radunati attorno alla fontana è chiaro.

Nonostante qualche problema di microfono: “Dobbiamo ricostruire – continua Ferrero – una prospettiva, un’idea collettiva, dare una risposta alla disperazione determinata dalla crisi. E’ di pochi giorni fa la morte del lavoratore di Civita che si è tolto la vita. Anche la sinistra è responsabile, non siamo stati in grado di dare speranza”.

Poche speranze, invece, per il candidato del centrosinistra Leonardo Michelini, poco prima sotto attacco anche di Prestininzi.

“Non è possibile pensare a ricostruire una città – dice il candidato sindaco – avendo come Michelini in lista la stessa gente di centrodestra che ha governato finora”.

E sulla cena elettorale con Potito Salatto: “Sono rimasto basito – continua Prestininzi – dal fatto che i due si siano ritrovati allo stesso tavolo”.

Pare tutto sia avvenuto per caso: “Io oggi sono uscito di casa – precisa Prestininzi – per venire qui e lungo la strada non ho incontrato nessun europarlamentare per caso.

Potito Salatto è quello dei fatti di Ferrara, che ha solidarizzato con gli agenti scesi in piazza a protestare sotto gli uffici dove lavora la madre di Federico Aldovrandi. Agenti dai quali la gran parte dei loro colleghi hanno preso le distanze, condannandoli per il gesto”.

Nel suo intervento riprende i punti del programma, ricorda come la cultura a Viterbo non sia solo Caffeina, ma ci sono altre realtà come l’Arci che hanno ben operato.

Ce n’è pure per Filippo Rossi: “Uno che è specializzato a trovare persone importanti – osserva Prestininzi – cui mettersi vicino”.

Quindi l’appello a votare per un partito vero e non una lista civica: “Con tutto il rispetto per le liste civiche”.

Al microfono anche i candidati e un appello contro il femminicidio e a ritrovarsi a Roma il sei luglio per una manifestazione, pochi giorni prima dell’11, quando ai ragazzi imputati nel processo per lo stupro di Montalto saranno assegnati i percorsi di messa in prova.


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23 maggio, 2013

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