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Viterbo - Rifondazione comunista lancia dei comitati unitari per tutelare il documento in vista del processo di riforma

“Difendiamo la costituzione”

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Un'immagine di Viterbo

Riceviamo e pubblichiamo – La furia iconoclasta del centrodestra contro la costituzione, che ha contagiato, e non da oggi, ampi settori anche del centrosinistra, sta rivivendo una nuova stagione, con l’esplicito appoggio di un governo delle larghe intese (nato formalmente soltanto per approvare una nuova riforma elettorale e varare riforme e provvedimenti a favore del lavoro).

Ufficialmente si dichiara di voler introdurre delle modifiche sostanziali solo alla seconda parte della Costituzione. Il rischio concreto però, in tale quadro politico, è che si finisca per snaturarne anche la prima parte: soprattutto quando questa assume il lavoro e la democrazia partecipativa come valori centrali e fondanti del nostro ordinamento istituzionale.

Quanto al metodo, sono diversi i segnali che destano la nostra preoccupazione: per procedere alle riforme si è scelto infatti di affidarsi a una sedicente convenzione di saggi, con il compito di avanzare delle proposte. E a questa si è affiancata una non meglio precisata supercommissione parlamentare. Un’anomalia, rispetto alle procedure di riforma costituzionale espressamente previste e codificate dall’art. 138. Il messaggio che s’impone è chiaro: scegliendo la strada dei due gruppi di lavoro, si mostra di ritenere il parlamento non idoneo ad affrontare un riforma costituzionale, e di fatto se ne condizionano fortemente le decisioni, dati anche i tempi ristretti previsti.

Nel merito delle proposte che prepotentemente vengono avanzate, preoccupa poi particolarmente quella sul presidenzialismo (o, in alternativa, sul semipresidenzialismo): opzione fortemente caldeggiata dal centrodestra poiché, crediamo, sortirebbe anche l’effetto di risolvere molti problemi giudiziari del proprio leader, oltre a venire incontro alla sua ambizione autoritaria e populista.

Tuttavia è chiaro che intervenire sulla forma di governo significa intervenire anche sulla forma di Stato, con il rischio di andare ad intaccarne la sostanziale natura di democrazia partecipativa e rappresentativa. Un esito tutt’altro che auspicabile, a nostro avviso, e che se non altro andrebbe discusso in modo serio e trasparente.

Forse quanti, anche nel centrosinistra, si prestano a questa deriva, ritengono che una drastica riforma della costituzione sia utile (anzi indispensabile) a rilanciare l’economia del paese e a creare lavoro – quel lavoro che l’articolo 1 della carta costituzionale dichiara “fondamento della Repubblica”. Ma è quantomeno illusorio credere di poterlo fare in “larga intesa” con quel centrodestra che da sempre intende colpire proprio quell’articolo 1, e fondare l’architettura istituzionale non sul lavoro e sui suoi diritti, bensì su quelli dell’Impresa.

Sono altre le riforme da fare per battere la disoccupazione e ridare speranza e dignità a chi l’ha perse insieme al lavoro, o a chi non ce l’ha mai avute perché disoccupato. In questo senso, anzi, la Costituzione del 1948 è ancora lungi dall’essere applicata.

Non escludiamo che alcune riforme della costituzione siano opportune, ma si devono fare con le procedure previste dalla costituzione stessa e, soprattutto, non con questo governo. La nostra costituzione è nata dall’incontro di più culture che hanno potuto trovare una convergenza perché uscivano da esperienze storiche e sociali comuni e unificanti: la guerra e la lotta al nazifascismo. Una situazione eccezionale che certo non è quella del presente accordo, tutto volto alla pacificazione fra forze politiche già fortemente screditate agli occhi della gente.

Per tutto questo pensiamo sia urgente e necessario cominciare da subito a mobilitarsi, facendo nascere ovunque sul nostro territorio “Comitati unitari per la difesa della Costituzione”, al fine di contrastare il percorso che si sta avviando e prepararsi al referendum confermativo previsto a conclusione del percorso stesso. Invitiamo tutte le cittadine e i cittadini, i movimenti, le associazioni, e le forze politiche democratiche, a sottoscrivere questo appello e a dare la propria disponibilità a impegnarsi nella direzione indicata.

Partito della Rifondazione Comunista – Viterbo            
Per adesioni: perlacostituzione.vt@libero.it


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19 giugno, 2013

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