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Gianlorenzo non risponde

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Paolo Gianlorenzo in Procura [3]

Paolo Gianlorenzo in Procura

Paolo Gianlorenzo in Procura [4]

Paolo Gianlorenzo con l'avvocato Franco Taurchini in Procura [5]

Paolo Gianlorenzo con l’avvocato Franco Taurchini

L'avvocato Franco Taurchini [6]

L’avvocato Franco Taurchini

(s.m.) – Paolo Gianlorenzo non risponde.

Si è concluso in pochi minuti l’interrogatorio del giornalista viterbese.

Gianlorenzo, indagato nell’inchiesta che coinvolge l’avvocato Samuele De Santis, si è presentato in Procura ieri mattina alle 9,30. Dopo meno di mezz’ora, era già uscito, accompagnato dal suo avvocato Franco Taurchini. “Replicheremo a bocce ferme – ha spiegato il difensore -. Stamattina (ieri, ndr) avremmo dovuto rispondere a occhi chiusi: non siamo ancora in possesso di tutte le carte che ci riguardano, perciò non saremmo stati in condizione di difenderci. Preferiamo aspettare la chiusura dell’indagine, quando avremo a disposizione tutti gli atti”.

Quello di ieri doveva essere il primo faccia a faccia tra Gianlorenzo e il pm Massimiliano Siddi.
Lo stesso magistrato lo indaga in tre diverse inchieste: quella sulla macchina del fango, in concorso con l’ex assessora regionale Angela Birindelli; l’altra sul dossier con le fatture tarocche in cui è inquisito Franco Fiorito e, infine, l’ultima, su un presunto sodalizio a due con quello che, fino a poche settimane fa, era l’avvocato di Gianlorenzo.

L’ipotesi di reato è estorsione per averlo aiutato a procacciarsi clientela. In quattro (l’assessore provinciale Paolo Bianchini e i tre indagati di “Genio e sregolatezza” Luigi Todaro, Armando Balducci e Amedeo Orsolini) hanno riferito di essere stati avvicinati e di aver ricevuto la proposta di nominare De Santis come loro legale. Per essere ancora più convincente, l’avvocato non avrebbe esitato a intimidire gli interessati prospettando loro il pericolo di un imminente arresto o di un’iscrizione nel registro degli indagati. De Santis si sarebbe anche  vantato delle sue “entrature in Procura” e di un millantato controllo sulla stampa e su Gianlorenzo. In questo contesto si inserirebbe la figura del giornalista: “Non una mera spalla – secondo il gip Francesco Rigato -, ma uno strumento di cui De Santis si fa forte”.

Gianlorenzo trasecola. “Non vedo concretezza in queste accuse – ha dichiarato prima di salire nell’ufficio del pm -. Mi sembra, piuttosto, un accanimento contro di me. Per questo ho presentato un esposto al Consiglio superiore della magistratura. Con Bianchini non ho mai parlato di quella faccenda. Tra l’altro, come estorsore non avrei fatto neanche una grande carriera se su quattro persone ho convinto solo Todaro… Vedremo come andrà. Ora come ora posso solo difendermi“.


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