Riceviamo e pubblichiamo – Già da tempo stiamo attenzionando la situazione del centro geriatrico Giovanni XXIII a Viterbo dove il consiglio di amministrazione, per dimissioni di alcuni componenti e mancate nomine, sta gestendo l’ente con due soli membri quando lo statuto ne prevede cinque (tre a nomina regionale e due da parte del Comune di Viterbo). Fatto, questo, che da solo basta a porre legittime perplessità sulla validità delle decisioni.
La progressiva diminuzione degli ospiti, con le conseguenti ricadute finanziarie, lo stato generale dell’immobile che necessita di frequenti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, sta generando forte preoccupazione sulla sorte dellâIstituto e dei livelli occupazionali.
Mentre pensiamo che andrebbe fatto ogni tentativo per rilanciare l’attività reperire risorse, recuperare crediti e sanare varie questioni pendenti (affitti, ecc.), nel bilancio di previsione che ci è stato fornito si rileva che, nonostante legge e indicazioni regionali lo vietino, viene ancora prevista una spesa per l’indennità degli amministratori (45mila euro indennità, 9.500 euro rimborsi e 15mila euro spese di rappresentanza).
Sarebbe opportuno che anche il responsabile del servizio amministrativo finanziario e la direzione ponessero più attenzione al rispetto delle norme e delle disposizioni applicative.
Riteniamo questa una situazione grave, senza prospettive per il centro, i lavoratori e l’utenza e, prima che il tutto sia seriamente compromesso, auspichiamo un intervento sollecito della Regione e del Comune per una compiuta composizione degli organismi e una sana gestione che garantisca un servizio di eccellenza (come sempre è stato) e gli standards occupazionali.
Renato Trapè
Segretario provinciale Cisl funzione pubblica Viterbo
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY