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Orte - Processati con rito abbreviato - Ieri la sentenza del gup Salvatore Fanti

Operaio massacrato a bastonate, 4 anni alla compagna e all’amico

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Quattro anni e quattro mesi alla 40enne di Orte che bastonò il compagno. Stessa pena per l’amico, il 20enne egiziano che era con lei.

Era la notte tra il 9 e il 10 luglio 2012. Secondo la difesa, la donna aveva chiesto al giovane di accompagnarla a casa, a Orte, per prendere dei gioielli: voleva impegnarli per ricavare qualche soldo, ma il compagno era contrario. Proprio per questo, la cosa doveva avvenire a sua insaputa.

L’uomo, però, li sorprese. Da qui, la violenta lite col 20enne, che lo bastonò con il ramo di un albero. Entrambi finirono in arresto per tentato omicidio.

La sentenza del gup Salvatore Fanti è arrivata ieri pomeriggio dopo le 17: quattro anni e quattro mesi, a fronte degli otto anni ciascuno chiesti dal pm Fabrizio Tucci. L’accusa ricostruiva l’accaduto come un’aggressione premeditata. La spedizione punitiva notturna di due amanti, con annesso tentativo di furto. Sin da subito i due smentirono la relazione, descritta come una semplice amicizia, nata durante il campeggio estivo della figlia di lei.

Il gup ha condannato. Ma ha riconosciuto le attenuanti generiche, negando le aggravanti dei futili motivi e della premeditazione. Una parziale soddisfazione per la difesa di lei, rappresentata dal Giuseppe Pierdomenico, che aveva svolto accurate indagini grazie al contributo del criminologo Marco Lilli e del medico legale Alfredo Borghetti.

La difesa è riuscita ad annientare il presunto movente: quello di un pestaggio pianificato nei minimi dettagli, con uno sfondo passionale.

Nessuna premeditazione, hanno chiarito i legali. Solo la pronta reazione del ragazzo, che ha cercato di difendersi dall’operaio, furioso nell’essersi svegliato e nell’aver trovato i due in casa.

Ai difensori, comunque, non basta. Ieri pomeriggio avevano chiesto l’assoluzione per entrambi. Leggeranno le motivazioni della sentenza e faranno appello.

 


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1 giugno, 2013

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