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Tuscania - Il Partito democratico locale lancia la sfida tutta "verde" contro crisi economica ed isolamento

” Orti sociali, perché no?”

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Tuscania

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Riceviamo e pubblichiamo  – Gli orti sociali come strumento di inserimento, occupazione e lotta alla crisi economica. Il circolo tuscanese del Partito Democratico lancia l’idea di avviare anche a Tuscania l’impresa, tutta verde e bio che sta conquistando l’Italia. ” A dire il vero, -spiega Marco Quarantotti , segretario del circolo locale del Partito Democratico- gli orti sociali stanno spopolando anche nelle grandi città degli States, dove al momento sono una vera e propria moda, complice anche la first lady Michelle Obama che appena insediata alla Casa Bianca, sei anni fa, ha provveduto a piantare zucchine e pomodori, rendendoli ortaggi celebri.

Una moda, ma anche una passione alla quale difficilmente una volta iniziato si rinuncia, quella di coltivarsi da soli ortaggi e frutta, alimentata anche dalla necessità di sapere cosa si mette realmente nel piatto e dalle ristrettezza economiche che oltreoceano sono arrivate ancor prima che da noi. In Italia di esempi ne abbiamo a non finire. Dalle sempre più numerose fattorie didattiche, alle ormai collaudate esperienze orticole di migliaia di comuni come, tanto per citarne uno, quello di Tarquinia, dove grazie all’Università Agraria gli orti sociali esistono ormai da vent’anni e si sono rivelati una scommessa vincente.

Toccando con mano l’esperienza altrui, non abbiamo trovato difetti, se mai pregi, tanti, innumerevoli: dal notevole risparmio economico che arriva fino ai 5- 600 euro annui sulla spesa alimentare complessiva di una famiglia media, alla soddisfazione di bisogni etici come la certezza di poter consumare prodotti biologici a km zero, ai molteplici risvolti sociali. L’esperienza degli orti sociali si è rivelata una barriera all’isolamento, un recupero del prezioso patrimonio custodito dagli anziani, ricchi d’esperienza nel settore e che ancora pieni di energie si ritrovano spesso a non sapere come riempire le loro giornate.

Negli orti sociali i “nonni”sono i veri protagonisti, ricercati per consigli e suggerimenti e invidiatissimi: la loro verdura è quasi sempre la migliore. Gli orti sono poi sicuramente un modo per riavvicinare alla terra i giovani, fonte di nuove idee e ispirazioni lavorative, e un’esperienza costruttiva per i bambini che oggi, sempre più spesso, pensano che la frutta e la verdura crescano al supermercato. I risultati di esperienze collaudate dimostrano come tra chi condivide l’avventura orticola si creino nuovi legami d’amicizia e mutuo soccorso, tanto che sempre più spesso si assiste alla nascita spontanea di feste, manifestazioni, cene e pranzi condivisi. Tuscania è ricca di terreni comunali pressoché abbandonati, alcuni sorgono a ridosso delle mura cittadine. Un patrimonio che poterebbe essere messo a disposizione della collettività, recuperato quasi a costo zero e reso nuovamente produttivo a beneficio della popolazione, ma anche dell’immagine della nostra città.’’

 Pd Tuscania 


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7 giugno, 2013

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