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Elezioni comunali 2013 - Lettere - Andrea Vannini commenta la vittoria di Leonardo MIchelini

“Se ne vanno 18 anni di coma cittadino”

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Andrea Vannini

Andrea Vannini

Pubblichiamo il racconto del docente universitario Andrea Vannini che va collocato nelle giornata di lunedì. La pubblichiamo solo oggi proprio per non farlo perdere nel mare di informazioni dei giorni scorsi. – Direttore,

mi permetterà questa sera una breve lettera scritta con quella parte di me che da 43 anni vive in questa terra e che ha avuto la fortuna di vivere l’altra parte nel mondo globale. Sono stato fuori Viterbo per oltre un mese trovandomi di volta in volta in Europa, America, Asia. Non ho potuto vivere questa campagna elettorale per impegni di lavoro, seppure convinto sostenitore, non del Leonardo Michelini pubblico, ma dell’amico di vecchia data.

Seppure spesso non d’accordo con le opinioni del suo giornale, ho seguito da lontano questa campagna elettorale attraverso Tusciaweb, certamente l’unica voce della nostra terra che arriva ovunque con il web e fa sentire noi, nomadi per il mondo, comunque vicini e partecipi. Per questo la ringrazio e non solo per questo, ma sarò più preciso nelle righe a venire.

Tornando da una riunione di lavoro a Roma, mentre la radio ripeteva i risultati del ballottaggio a Viterbo tutto sommato in tono impersonale e non molto interessato, ho chiamato mio figlio: “Hey pa’, sono al Due righe, passami a prendere qui, c’è un sacco di gente, si festeggia la vittoria di Michelini”. Ho chiesto se Leonardo fosse lì: “si è qui”, mi ha detto. “Ok” ho risposto, “passo a prenderti e andiamo a cena”.

Devo dire la verità che ero combattuto tra la voglia di salutare un amico e la noia di dover incontrare i soliti noti della politica locale. Ho posteggiato e ho camminato verso piazza San Carluccio e sono rimasto fermo a guardare tutta quella gente, colori, età, sorrisi, tranquillità che mi ha investito. Non c’erano Sposetti, né Fioroni né Gigli, ma anche se ci fossero stati non sarebbero stati notati.

Mentre c’erano, eh sì, altroché se c’erano, giovani di “tutte le età”, amici e conoscenti della sinistra storica, di una sinistra meno sinistra e più sinistra, i miei figli e i loro figli e altri, a parlare, sereni, sorridenti. C’era Andrea Egidi, è vero, ma anche Umberto Cinalli. C’era l’antica ala radicale viterbese, ma anche i “vecchi” del Pci e i giovani che così male ci hanno spesso e giustamente guardato e giudicato, ma erano tutti lì.

Perché? Perché malgrado tutto, malgrado i mal di pancia e le prese di posizioni, malgrado i toni duri, a volte aspri… tutti hanno salutato senza nostalgia la dipartita da 18 anni di coma cittadino, di una città oscura, una “sin city” senza morti ammazzati, ma comunque cimiteriale, in cui gli sprazzi di un luglio caffeinico non facevano altro che confermare e confermarci, per contrasto, l’agonia culturale e sociale della nostra città. Mah, una città senza teatro e piena di comparse.

Beh, Leonardo era là in mezzo a tutti questa sera come qualsiasi altra persona. Nessuno lo avrebbe riconosciuto come il nuovo sindaco. Già, non era su un palco e non era neanche diverso dagli altri, anzi si confondeva con gli altri, ho avuto difficoltà a trovarlo tra la gente. L’ho salutato e mi ha salutato come sempre in questi anni, mi ha abbracciato e mi ha detto “Andrea dobbiamo cambiare questa città”. E gli ho creduto, non solo perché era lui che lo diceva ma perché era la piazza, erano i sorrisi della gente, dei giovani che erano lì in mezzo e parlavano tra di loro, senza alcuna piaggeria, senza alcuna soggezione.

Forse mi sbaglierò ma oggi non ha vinto il Pd, né la vecchia Dc, ha semplicemente vinto Michelini grazie una strana alchimia che ha unito tutti in un sorriso di speranza e di possibile rinascita. E ha vinto anche lei direttore, perché quello che ha detto e scritto è comunque importante e funzionale alla città, perché una voce di opposizione e contrappunto è comunque e sempre essenziale e vitale per un tessuto cittadino sano.

Quello che voglio dire, aldilà delle mie convinzioni e dell’amicizia che mi lega la neo sindaco, è che lunedì sera, sera senza enfasi né fanfare, è stata una sera speciale, una sera in cui la speranza di rinascita è stata palpabile, al di là di Michelini, e questo responsabilizza ancor più il neo sindaco nell’impegno dei cinque anni a venire. E responsabilizza tutti noi, giovani, vecchi e così e così. Già, grazie Viterbo.

Andrea Vannini


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12 giugno, 2013

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