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“Viva Viterbo è morta, ci siamo sentiti usati”

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Scaramuccia, Santucci e Matteucci

Scaramuccia, Santucci e Matteucci

Scaramuccia, Santucci e Matteucci

Scaramuccia, Santucci e Matteucci

 Gabriela Grassini

Gabriela Grassini

Laura Allegrini

Laura Allegrini

(g.f.) – “Viva Viterbo è morta”. Forse Filippo Rossi non se n’è accorto e allora, poco dopo la conferenza stampa con cui ha ufficializzato l’intesa con Michelini, un ex del movimento, Lucio Matteucci, a un’altra conferenza, quella di Santucci e Scaramuccia per l’apparentamento con Marini, stavolta ufficiale, spiega che Viterbo è tutt’altro che viva. La lista civica, s’intende.

“Ho deciso di sposare l’idea di Viva Viterbo – spiega Matteucci – ci ho messo la faccia e ho portato dentro tantissima gente, persone che hanno creduto in me, visto che io non mi sono mai schierato politicamente.

Come me avevano creduto che dietro ci fosse qualcosa di buono. Ma dopo la campagna elettorale in cui abbiamo detto che non avremmo appoggiato nessuno, oggi non vedo come si possa portare avanti una cosa morta.

Viva Viterbo è morta, non ha ricevuto il consenso popolare per quello che si era prefissa di fare e non vedo come si possa portare avanti una cosa morta”.

Filippo Rossi però va avanti. “Vuole portare avanti un progetto – continua Matteucci – se glielo fanno fare sono felice per lui. Io non mi rimangio quello che ho detto agli amici che mi hanno seguito e tantomeno posso appoggiare gente come Fioroni.

Io non vado con nessuno, mai con Fioroni. Se devo dire qualcosa, votate in libertà, mai Michelini”.

La scelta di Filippo Rossi è stata tutt’altro che spontanea per Matteucci: “E’ stata imposta – ricorda Matteucci – e una volta che l’ho saputo, mi sono subito tirato indietro”.

Quelli del movimento di Filippo Rossi a quanto pare non hanno deciso, a decidere è stato lui, anche se non vuole essere chiamato leader.

“C’è stata una netta presa di posizione da parte di molti – precisa Matteucci – che si sono sentiti usati. Ci siamo spaccati la schiena, tutte le notti ad attaccare i manifesti, lavorare fino a notte fonda, anche una persona come Alfonso Antoniozzi che viene con te ad attaccare i manifesti, ti fa capire lo spirito.

Invece ieri alle 18 pensavamo di riunirci per parlare tra noi e invece siamo stati abbandonati, mentre altri decidevano altrove. Io sono una persona che ragiona con la sua testa. Siamo stati esclusi da qualsiasi decisione, non voglio essere un burattino”.

L’incontro di stamani da Schenardi per ufficializzare la nascita di un polo civico a sostegno di Marini, composto da FondAzione, La mia Tuscia e la Destra. Tutti e tre si sono apparentati con il centrodestra, insieme alla Fiamma.

Al gruppo potranno dare il loro apporto anche i fuoriusciti di Viva Viterbo.

L’idea l’avevamo condivisa con Filippo Rossi – ricorda Santucci – ora apprendo che si schiera con Michelini, a noi aveva detto d’aspettare fino a stamani, ma non ci ha nemmeno fatto sapere qualcosa.

Fondazione si apparenta sulla base di un programma che Marini ha condiviso, nessuno di noi ha posto questioni d’assessorati o presidenze”.

Ma per contare in maggioranza, qualche ruolo lo dovranno avere: “Vedremo – frena Santucci – non è questo che conta, il punto è dare un’indicazione di cambiamento vero all’amministrazione Marini. Le critiche alla precedente restano, guardiamo avanti e facciamo qualcosa di completamente nuovo”.

Loro si sono apparentati alla luce del sole: “Non ci siamo incontrati in luoghi segreti o in tipografie come ha fatto qualcun altro – osserva Santucci – e abbiamo scelto d’apparentarci, quindi i nostri tre consiglieri saranno in quota dei diciannove della maggioranza.

Invece Viva Viterbo se dovesse vincere Michelini, sarà in maggioranza, ma occupando il posto di altri, ovvero dei consiglieri d’opposizione”.

Perché non essendosi apparentati, a Michelini rimarrebbero i suoi 19 consiglieri più quelli in quota a Rossi.

“Toglie alla minoranza – continua Santucci – quel 40 per cento che gli spetta per legge, è antidemocratico e discutibile sotto il profilo etico”.

Pure Andrea Scaramuccia (La Destra) era per un polo del cambiamento, ma già dal primo turno, riducendo così il numero di candidati sindaco sotto un unico schieramento, non è stato possibile e lo stesso schema lo ha riproposto per il ballottaggio, appoggiando Marini, ma per dare discontinuità alla sua amministrazione.

“Molte cose fatte da Marini non ci sono piaciute – osserva Scaramuccia – lo abbiamo detto e lo confermiamo, con questo polo in maggioranza vogliamo essere determinanti per dare un nuovo impulso, una buona amministrazione.

Non possiamo in un momento di difficoltà consentire al centrosinistra di governare, ricordiamo tutti come Fioroni ha lasciato il Comune nel 1995, una San Lazzaro, con una situazione economica disastrosa.

Oggi dietro Michelini c’è di nuovo lui, con Sposetti e Gigli. Nessuno di noi ha parlato d’assessorati o altro, il punto è un cambio di marcia che noi insieme possiamo garantire”.

In caso di vittoria di Marini, a Fondazione scatterebbero tre consiglieri e forse uno per la Destra, ma è in dubbio, occorre capire se con l’apparentamento vale comunque la regola del tre per cento minimo al primo turno.

Alla conferenza si sono viste anche Laura Allegrini e Gabriela Grassini. Qualcosa nel centrodestra si muove.


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