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Birindelli pensa anche alla moglie di Gianlorenzo

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L'ex assessore regionale Angela Birindelli all'uscita della procura [3]

L’ex assessore regionale Angela Birindelli

Paolo Gianlorenzo [4]

Paolo Gianlorenzo

18mila euro promessi al giornale di Paolo Gianlorenzo. Ma non basta. 

Secondo le indagini della procura in cui si ipotizza tra l’altro il reato di corruzione, Angela Birindelli aveva pensato anche alla moglie del giornalista.

L’ex assessora regionale all’Agricoltura si sarebbe impegnata a garantirle fondi indiretti per una rivista, oltre a ospitarla al Vinitaly a spese della regione Lazio.

L’avviso di conclusione delle indagini, notificato sia al giornalista che all’assessora, è chiaro. Angela Birindelli avrebbe garantito “a Paolo Gianlorenzo e alla coniuge  il proprio interessamento affinché fossero erogati, da parte della Regione Lazio, fondi da corrispondere all’Università degli studi della Tuscia di Viterbo”. I fondi sarebbero stati “finalizzati al rinnovo di un incarico” alla moglie del giornalista. Un incarico che consisteva nella direzione “di un periodico edito in collaborazione tra i due enti”. 

Per Gianlorenzo e la moglie, l’assessora avrebbe fatto tutto ciò che era in suo potere “adoperandosi concretamente, sia recandosi presso gli uffici dell’università, sia disponendo presso i competenti uffici della regione Lazio, che tali fondi fossero disponibili”.

E poi il Vinitaly. Tra tutti i filoni, il fiore all’occhiello dell’indagine del pm Massimiliano Siddi che, da solo, chiama in causa cinque indagati su undici.

Il pm contesta ad Angela Birindelli di avere offerto alla moglie di Gianlorenzo “la partecipazione, a spese della Regione Lazio, alla manifestazione denominata Vinitaly e Sol 2012, che si sarebbe svolta presso la fiera di Verona”. Il tutto a febbraio 2012. Un mese prima che l’assessora finisse indagata dalla Procura di Viterbo con lo stesso Gianlorenzo. 

Un bel pasticcio per l’assessora che, a quei famosi 18mila euro promessi all’Opinione, aggiunge ulteriori vantaggi per il giornalista e la moglie. Premure che, per il pm Siddi, si inseriscono tutti nella stessa cornice del presunto accordo corruttivo tra Gianlorenzo e la Birindelli: lei pronta a sciogliere i cordoni della borsa e lui a contraccambiare con dossier, sms minatori e campagne di stampa al vetriolo contro i nemici dell’assessora.

Un’inchiesta che è più che altro double face. Da un lato la macchina del fango. Dall’altro le pretese dell’assessora su Vinitaly e Arsial, tra ditte da infiltrare e dipendenti da trasferire. 

Più gli addentellati vari, come la turbolenta vita di redazione del quotidiano Opinione, tra minacce e ingiurie, e la rete di informatori di Gianlorenzo. Anche quella setacciata e diventata oggetto di indagine.


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