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Politica - Il movimento Viva Viterbo sull'orlo di una crisi di nervi si lamenta e fa i capricci

La città in lutto, Rossi non scrive più…

di Miyamoto Musashi

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Una manifestazione di Viva Viterbo

Una manifestazione di Viva Viterbo 

Viva Viterbo in riunione

Viva Viterbo in riunione 

– Gente che piange. Gente che si strappa i capelli. Altri che si abbracciano per darsi conforto. Giovedì Viterbo ha attraversato un momento di profondo scoramento e sconforto. La città si è fermata. Attonita. Stupita. In lacrime. Sembra che il sindaco “Miclini” volesse addirittura indire una giornata di lutto cittadino. Sì, proprio non ci voleva la ferale notizia: Filippo Rossi non scriverà più nel gruppo segreto di Viva Viterbo su Facebook, vista la mancanza di riservatezza. E poi ha annunciato che con lui si può comunicare per telefono o per email. Mancu lu papa, dicono a Terni.

Ma ve lo immaginate se la stessa cosa l’avesse detta Fini dopo una riunione riservata di An, particolarmente ben documentata su Repubblica il giorno dopo? Stessa cosa Craxi dopo una riunione del vertice del Psi… Ovviamente nessuno dei due ha mai detto qualcosa del genere perché, da che mondo è mondo, qualsiasi politico sa che non esiste nessuna riunione riservata e più è riservata e più, in realtà, il giorno dopo i resoconti sui giornali sono dettagliati. Perché si sa: chi non ha un amico giornalista con cui spifferare tutto?

Neppure il Pci di Togliatti era in grado di mantenere il riserbo, figurarsi… E lì vigeva il centralismo democratico, non Facebook. Ma purtroppo in fatto di poca trasparenza non c’è mai un limite.

La cosa più incredibile di questi giorni è stata proprio la reazione, scomposta in ambiti informali e infantile in una nota ufficiale del movimento Viva Viterbo, in cui ci si lamenta che qualcuno li guardi dal “buco delle serratura”. La domanda è: ma questo gruppo, di grandi intellettuali, giornalisti e altro, legge qualche quotidiano nazionale? Che so Repubblica dopo una riunione riservata del Pd o del Pdl? Non sa che in democrazia la trasparenza è un valore e che il lavoro dei giornali è proprio quello di far sapere quello che non si vuole far sapere? Certe lamentazioni fanno pensare che non si abbia un’idea chiara di cosa sia democrazia. Le mentalità totalitarie sono difficili a morire in questo paese.

Ma un dubbio sorge: a questo punto che cosa è Viva Viterbo? Un partito o un movimento politico che esprime un assessore, un presidente del consiglio e una consigliera oppure un’associazione culturale? Si spera che sia buona la prima o che, se è buona la seconda, l’associazione non chieda mai finanziamenti all’assessore al ramo. Perché altrimenti saremmo alla frutta…

Una cosa va chiarita per tutti: se uno si mette in politica, ovviamente deve sottostare a quelli che sono i pro e i contro di questa decisione. Tra i pro, e non tra i contro come qualcuno potrebbe pensare, c’è il controllo e la critica da parte degli organi di stampa. E Rossi queste cose le dovrebbe sapere essendo stato per lungo tempo nella serie A della politica nazionale con Fini & c. Alle volte la presunzione di certi ambienti, che somigliano più a gruppi religiosi che a dei movimenti politici, stupisce. Sempre pronti a lamentarsi per lesa maestà. Ma maestà de che?

“E’ la democrazia, bellezza”, verrebbe da dire… E anche la… politica.

Miyamoto Musashi


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14 luglio, 2013

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