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Orte - A un anno esatto dall'aggressione la donna ha ottenuto gli arresti domiciliari

Massacrò il compagno a bastonate, scarcerata 40enne

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Il carcere di Civitavecchia

Il carcere di Civitavecchia 

– Arresti domiciliari alla 40enne di Orte accusata di aver bastonato il compagno con un complice. 

Succedeva la notte tra il 9 e il 10 luglio 2012. A un anno esatto di distanza la donna può finalmente lasciare il carcere di Civitavecchia.

Lo ha deciso il tribunale del Riesame di Roma che, ieri pomeriggio, ha accolto la richiesta del suo avvocato Giuseppe Pierdomenico.

Il legale si era rivolto, in primis, al gup di Viterbo Salvatore Fanti. Proprio lui, il 30 maggio scorso, aveva condannato la signora a quattro anni e quattro mesi per tentato omicidio. Stessa pena per il 20enne egiziano che era con lei e che è ancora rinchiuso in carcere.

Una sentenza tutto sommato soddisfacente per la difesa: condanna al minimo della pena, con le attenuanti generiche e senza le aggravanti dei futili motivi e della premeditazione. Una svolta rispetto all’iniziale impianto accusatorio, che vedeva i due come “amanti diabolici” organizzatori di una spedizione punitiva in casa dell’operaio, per portare via i gioielli di lei.

Gli imputati hanno sempre smentito un’ipotetica relazione. Così come hanno escluso dall’inizio la tesi dell’aggressione premeditata: erano entrati in casa di notte per prendere dei preziosi che la donna voleva impegnare, contro il volere del compagno. Pensavano di agire indisturbati e, invece, lui si è svegliato e li avrebbe aggrediti.

Subito dopo la sentenza, l’avvocato Pierdomenico ha fatto istanza al gup per chiedere una misura più leggera per la sua cliente. Il giudice l’ha respinta, sostenendo che non ci fossero i presupposti per gli arresti domiciliari: nella posizione della donna niente era cambiato. 

L’avvocato ha impugnato la decisione davanti al tribunale del Riesame che, in meno di ventiquattr’ore, ha deciso di scarcerare la signora.

“Da parte nostra c’è piena soddisfazione – afferma l’avvocato Pierdomenico -. Avevamo svolto delle articolate indagini difensive, anche con l’aiuto del criminologo Marco Lilli. Il tribunale del Riesame ha evidentemente valutato come significativi gli sviluppi della sentenza del giudice di Viterbo. Il fatto stesso che sia stata esclusa la premeditazione è il segnale di un alleggerimento della posizione della mia assistita, anche se non ci basta. Come difensore, resto convinto della sua innocenza“.


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9 luglio, 2013

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