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Operazione Drum - 60 arresti - Difese scalpitanti dopo l'annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare

Maxi retata antidroga, è corsa alle istanze di scarcerazione

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C.O.

Oliviero Cherubini

Marco Russo, referente dell'osservatorio carcere della Camera penale viterbese

L’avvocato Marco Russo, legale delle donne della famiglia Cherubini 

Il pm Renzo Petroselli

Il pm Renzo Petroselli 

Gruppo criminale di Marta - Clicca sulla foto per ingrandire

Gli arrestati a Marta – Clicca sulla foto per ingrandire

Gruppo criminale provincia di Viterbo  - Clicca sulla foto per ingrandire

Gli arrestati in provincia di Viterbo – Clicca sulla foto per ingrandire

Gruppo criminale di  Civitavecchia -  Clicca sulla foto per ingrandire

Gli arrestati di Civitavecchia – Clicca sulla foto per ingrandire

Gruppo criminale Roma Acilia -  Clicca sulla foto per ingrandire

Gli arrestati di Roma Acilia – Clicca sulla foto per ingrandire

Operazione Drum - Uno degli arresti

Operazione Drum – Uno degli arresti

– Operazione Drum, è corsa alle istanze di scarcerazione.

Raffica di richieste al gip del tribunale di Viterbo. Gli arrestati della maxi retata antidroga sono decisi a raccogliere i frutti della decisione del tribunale del Riesame. E’ di venerdì l’annullamento della mega ordinanza di custodia cautelare che ha fatto finire in carcere o ai domiciliari 62 persone.

Tre sono tornate in libertà: due sono le donne della famiglia Cherubini, interamente arrestata nel blitz; la terza è l’ex fidanzata di Oliviero Cherubini, il 33enne di Marta ritenuto il principale gestore del traffico di stupefacenti. Due i chili di droga sequestrati nel corso dell’operazione: hashish, marijuana, cocaina e la nuovissima amnè stoccati, secondo i carabinieri, nelle attività commerciali dei Cherubini, l’agriturismo a Marta e tre forni in provincia.

Dopo il provvedimento del Riesame le difese scalpitano. Per i giudici romani, l’ordinanza del gip di Viterbo manca di solide motivazioni. Per questo il collegio del tribunale del Riesame l’ha annullata con decorrenza immediata per le tre donne che avevano avanzato la richiesta tramite gli avvocati Marco Russo e Marco Valerio Mazzatosta.

Per gli altri, ci si aspetta un effetto a cascata. Sulla scia del Riesame, il gip Salvatore Fanti potrebbe in prima persona disporre scarcerazioni a raffica. Ovviamente non prima di aver letto le motivazioni della decisione dei giudici romani. Motivazioni che, al momento, non sono ancora arrivate.

Era successo anche in passato, con l’inchiesta sugli appalti “Genio e sregolatezza”: i dodici arresti furono stroncati dal Riesame, che annullò l’ordinanza del gip e scarcerò prima quattro indagati, poi tutti gli altri, contemporaneamente al giudice di Viterbo.

Tempo un mese e gli arrestati erano di nuovo tutti in carcere o ai domiciliari. I pm titolari dell’appaltopoli nostrana, Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, tornarono alla carica con una nuova richiesta d’arresto per i dodici, più un nuovo indagato. Richiesta che passò il vaglio del gip e, stavolta, anche del Riesame.

A distanza di quasi un anno dal balletto degli arresti, il problema si ripropone in una nuova indagine. E se in molti hanno già sollecitato il gip a scarcerare, qualcun altro è rimasto fermo. Il timore è quello di trovare un gip irremovibile, ma anche di sopravvalutare la pronuncia del Riesame. Se anche il gip dovesse scarcerare tutti, nulla vieterebbe al pm Renzo Petroselli di preparare una nuova maxi richiesta di arresto, con ulteriori elementi a carico degli indagati.

A quel punto l’annullamento della prima ordinanza di arresto diventerebbe una vittoria di Pirro.


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9 luglio, 2013

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