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Operazione Drum - 60 arresti - Prima udienza davanti al tribunale del Riesame per le sorelle Cheurbini e la loro ex cognata

Maxi retata antidroga, le difese: Ordinanza da annullare

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C.S.

C.S.

C.S.

C.S.

F.L.

Luisa Fratini

C.O.

Oliviero Cherubini

Tutto da rifare, secondo le difese dell’operazione Drum. Gli avvocati dei primi indagati comparsi davanti al Riesame hanno chiesto l’annullamento della maxi ordinanza di custodia cautelare del gip Fanti. 607 pagine. 463 capi di imputazione. 62 persone arrestate – la maggior parte per spaccio – che, in caso di accoglimento della richiesta, tornerebbero tutte in libertà.

E’ già successo nell’indagine sugli appalti truccati: sul presupposto di un’ordinanza copia-incolla, entrarono e uscirono da Mammagialla 12 persone tra imprenditori, amministratori e funzionari del Genio civile di Viterbo. Tutti riarrestati in massa dopo un mese con una nuova ordinanza.

Niente appalti, nel blitz Drum. “Solo” spaccio: due chili di droga sequestrati e un’intera famiglia arrestata con l’accusa di gestire una parte importante del traffico di marijuana, cocaina, hashish e amnè. Ma il copia-incolla, per le difese, ritorna.

Gli avvocati Marco Russo e Marco Valerio Mazzatosta hanno proposto la questione stamattina al tribunale del Riesame: l’ordinanza, per i legali, non solo ricalca fedelmente la richiesta del pm Renzo Petroselli, ma è solo apparentemente motivata. Per le difese, ci sono tutti gli estremi per un annullamento che avrebbe, come conseguenza, la liberazione a cascata di tutti gli indagati.

L’udienza di oggi, davanti al collegio presieduto dal giudice Criscuolo, era solo per tre persone: le sorelle Santina e Simona Cherubini e la loro ex cognata Luisa Fratini, un tempo fidanzata di Oliviero Cherubini.

Per gli inquirenti, la posizione del 33enne gestore dell’agriturismo Il Castellaccio è la più compromessa. Cherubini è protagonista di una lunga serie di episodi di spaccio. Il carcere, per lui, è una certezza. Davanti al gip è rimasto in silenzio. Né ha presentato richieste al tribunale del Riesame.

Secondo gli investigatori, l’agriturismo di Marta e i tre forni dei Cherubini erano il luogo in cui lo stupefacente veniva stoccato, dopo l’acquisto. E’ per questo che, nell’operazione, è stata trascinata l’intera famiglia: il padre Giuseppe Cherubini, la madre Maria Teresa Bartolacci e i tre figli.

Per il padre, il ricorso al Riesame è stato depositato ieri. L’udienza per la moglie e altri indagati è fissata all’11. Niente da fare, invece, per il gruppo di indagati che aveva fatto solo l’istanza di scarcerazione al gip. Il giudice Salvatore Fanti le ha rigettate in blocco. Non gli resta che sperare che il Riesame annulli l’ordinanza.


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5 luglio, 2013

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