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Operazione Drago - 40 arresti - A fine mese i riti abbreviati

Maxi blitz per droga e anabolizzanti, patteggiano in tre

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Michel Barberio, fratello di Django, arrestato anche lui

Michel Barberio

Uno degli arrestati, Django Barberio

Django Barberio

Gli arrestati dell'operazione Drago

Gli arrestati dell’operazione Drago

Le sostanze dopanti

Le sostanze dopanti sequestrate

(s.m.) – Quaranta arresti senza farsi mancare niente: droga, furti, usura e anabolizzanti per far crescere i muscoli e impaurire le vittime.

Era questa l’operazione Drago del comando provinciale dei carabinieri di Viterbo. Gli arrestati del mega blitz sono tornati in aula ieri mattina.

Davanti al giudice del tribunale di Viterbo Italo Ernesto Centaro sono state formalizzate le richieste di rito abbreviato e patteggiamento.

Una decina in tutto gli imputati. Gli altri trenta saranno giudicati dal tribunale collegiale o monocratico, a seconda della gravità dei reati.

In tre hanno patteggiato dodici, diciotto e ventiquattro mesi. Respinta la richiesta di patteggiamento per un paio di posizioni: il giudice non ha ritenuto adeguata la pena concordata tra accusa (pm Stefano D’Arma) e difesa. In questo caso, l’udienza è aggiornata a fine mese per l’inizio del processo con rito ordinario.

Altri cinque saranno giudicati con rito abbreviato secco – due – o condizionato – tre – all’ascolto di testimoni o acquisizioni di documenti. Tra loro c’è anche il 35enne Michel Barberio, tatuatore di Soriano nel Cimino. Proprio la sua posizione, insieme a quella del fratello Django, è tra le più delicate e complesse. E’ nello studio di tatuaggi di Michel che, per gli inquirenti, veniva tagliata la droga.

I Barberio erano ritenuti dagli investigatori al vertice del sodalizio sgominato nel maggio 2012. Stando alle indagini, iniziate all’inizio del 2012 da un attentato ai Barberio, era per i due fratelli che passavano le ingenti quantità di cocaina da rivendere in pub, bar e discoteche del Viterbese. Traffico di droga, ma non solo. Lo spaccio, secondo l’accusa, era il business principale per i Barberio & Co., portato avanti tramite una serie di altre attività illecite: usura, estorsioni, furti. E poi, gli anabolizzanti, che gli indagati utilizzavano per primi per pompare i muscoli.

Michel è intenzionato a uscirne col rito abbreviato. Il fratello Django, invece, vuole andare al processo con rito ordinario. Dovrà difendersi da accuse ben più gravi, come quella di sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale sulla donna da lui costretta a vendersi. I proventi sarebbero stati reinvestiti nell’acquisto di stupefacenti da spacciare.

Drago è la prima di una lunga serie di maxi retate antidroga dei carabinieri di Viterbo. Il colonnello Gianluca Dell’Agnello la definì “la più vasta operazione mai condotta a Viterbo” fino alla primavera del 2012, con quaranta arresti e 300 grammi di droga sequestrati. Numeri ormai soppiantati dal più recente blitz Drum: più di sessanta persone arrestate, tra cui un’intera famiglia, e due chili di stupefacenti finiti in mano ai militari. 


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2 luglio, 2013

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