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Operazione Drum - 60 arresti - Accolta dal gip l'istanza della difesa, dopo l'azzeramento dell'ordinanza di custodia cautelare

Scarcerato il carabiniere arrestato

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Operazione Drum - Due degli arresti

Operazione Drum – Due degli arresti

Operazione Drum - Una perquisizione

Operazione Drum – Una perquisizione

Operazione Drum

Operazione Drum

Operazione Drum - L'auto dell'unità cinofila

Operazione Drum – L’auto dell’unità cinofila

Operazione Drum - La droga sequestrata

Operazione Drum – La droga sequestrata

Il sostituto procuratore Renzo Petroselli

Il sostituto procuratore Renzo Petroselli

Il capo del Nucleo investigativo Giovanni Martufi

Il capo del Nucleo investigativo Giovanni Martufi

Paolo Conio torna in libertà. 

Il carabiniere di Tuscania arrestato nell’operazione antidroga Drum è stato scarcerato a seguito dell’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare.

Il tribunale del Riesame di Roma l’aveva azzerata il 5 luglio su richiesta degli avvocati Marco Russo e Marco Valerio Mazzatosta per mancanza di motivazioni. Decisione che sta provocando effetti a cascata sui 62 arrestati del blitz che hanno avanzato una raffica di istanze di scarcerazione al gip. Tra questi anche Conio, rappresentato dall’avvocato Floro Sinatora.

Il militare è tornato libero ieri. Il pm Renzo Petroselli gli contesta il falso e l’estorsione. La prima accusa è in relazione a una firma falsa apposta presumibilmente dal carabiniere per aiutare con una contravvenzione Angelo Ricciardi, arrestato nel blitz Drum e additato dagli inquirenti come spacciatore.

L’estorsione, invece, è riferita alle presunte richieste di denaro avanzate da Conio in cambio di informazioni riservate sulle indagini e sui controlli antidroga dell’Arma.

Su questa contestazione, in particolare, avrebbe insistito la difesa nel suo ricorso al Riesame, sottolineando come, nelle intercettazioni tra Conio e Ricciardi non si parli mai né di cessioni di droga, né di informazioni barattate per soldi. Semmai, rimarca l’avvocato Sinatora, sarebbe stato il fratello Alessandro Conio a millantare la possibilità di far avere notizie estremamente riservate a Ricciardi tramite il carabiniere, che non ha parlato né preso soldi.

L’udienza al tribunale del Riesame per il militare era fissata al 17. La difesa rinuncerà. 

Tra gli scarcerati, per ora, anche la signora Maria Teresa Bartolacci e le figlie Santina e Simona Cherubini. L’intera famiglia era stata arrestata nel blitz. Restano ai domiciliari e in carcere solo il padre Giuseppe e il figlio Oliviero Cherubini, arrestati entrambi dopo il ritrovamento di 1,2 chili di droga nel loro agriturismo Il Castellaccio.


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13 luglio, 2013

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