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Bolsena - Antonio Quattranni parla del suo nuovo volume

“Viaggio nella civiltà contadina”, domani la presentazione del libro

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La mietitura

La mietitura

– Si terrà domani 27 luglio alle 18,30 presso l’auditorium comunale in piazza Matteotti, la presentazione del nuovo libro di Antonio Quattranni “Viaggio nella civiltà contadina – Il lavoro dei campi e la trebbiatura”, settimo volume della collana (160 pp. 92 ill. b/n) pubblicata dalla Annulli Editori di Grotte Castro.

Dopo una sintesi dell’evoluzione della realtà agricola della Tuscia dall’antichità alla scomparsa del mondo contadino, il libro di Antonio Quattranni rappresenta il mondo contadino tra storia e antropologia facendo perno sull’esistenza dei lavoratori della terra che nel lavoro dei campi consumavano la loro esistenza.

I temi trattati sono quindi legati alla “totalità” della vita vissuta per intero “sulla terra bassa” e alle implicazioni di carattere antropologico che sottopongono il successo del contadino alla conoscenza dell’ambiente, della meteorologia e delle tradizioni tramandate di generazione in generazione.

“A partire dagli anni ’70 – si legge nella premessa – del secolo scorso, abbiamo assistito ad una vera e propria trasformazione epocale che si è soliti sintetizzare con l’espressione “abbandono delle campagne”.

E’ usuale, infatti, considerare che dal secondo dopoguerra il mondo rurale italiano ha subito rapide e irreversibili mutazioni. Un cambiamento che ha cancellato soprattutto il “lavoro contadino” nel contesto rurale. Si è perso quindi il rapporto “tradizionale” con la campagna che era incentrato sul lavoro dei campi, fatica alla base della vita contadina.

Negli ultimi decenni, il modo di vedere la realtà contadina è quindi anch’esso mutato: paradossalmente è stata proprio la scomparsa dei contadini a mettere in evidenza tutti quegli aspetti della “civiltà contadina” che erano stati ignorati e che attraverso varie modalità si cerca oggi di recuperare attraverso musei e ricerche antropologiche patrocinate da enti culturali ed economici pubblici e privati.

Per altri aspetti, questo nuovo approccio ha prodotto una riconversione della ruralità da “vivere” turisticamente, come ad esempio attraverso la ricerca della “tipicità”, che però soddisfa bisogni completamente diversi da quelli originari: in breve, non il sostentamento, ma ad esempio il relax e il gusto. Simbolico di questa situazione è il dato relativo al valore che l’agricoltura produttiva e di certo non più “contadina” ha oggi nel contesto socio-economico nazionale”.

Alla presentazione, dopo i saluti di apertura di Paolo Dottarelli, sindaco di Bolsena, e di Giuseppe Annulli, Editore, interverranno il professor Ferruccio Ferruzzi e l’autore. Il coro Vox Antiqua, direttore Loretta Pucci eseguirà un repertorio di canti di lavoro tra cui “Vien la primavera”, Canto di lavoro, Castell’Azzara – Grosseto, “Un bel giorno andando in Francia”, Canto di emigrazione, Canino – Viterbo, “Tutti mi dicon Maremma”, Canto di emigrazione, Maremma toscana, “Bella ciao” Canto di lavoro delle mondine, fine ‘800-primi ‘900. Al termine degustazione delle “ciammelle de la trebbia” e vino “alla fiasca” insieme alle tipiche “tisichelle” con Cannaiola di Marta dell’azienda agricola Castelli di Marta.

 


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26 luglio, 2013

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