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Viterbo - Spettacoli a Ferento e assessore alla Cultura, Claudio Margottini "assolve" il suo movimento: è l'inizio e la macchina va rodata

“Barelli dovrà lavorare per evitare ogni retropensiero”

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Claudio Margottini

Claudio Margottini

(g.f.) – “Non abbiamo portato premi Nobel, ma il livello degli spettacoli è relativamente buono”.

Claudio Margottini è tra le menti di Viva Viterbo, il movimento di Filippo Rossi che esprime l’assessore alla Cultura e sul quale in questi giorni piovono critiche da più parti per l’organizzazione dei tre spettacoli a Ferento.

Un terreno da cui Margottini si tiene lontano. “Non ho seguito la vicenda, sono stato fuori Viterbo, ma direi che in generale le cose vanno sempre fatte per bene, chiunque le faccia”. Ma sull’iniziativa al teatro romano ha le idee chiare: “E’ positivo che si sia riaperto un teatro in stato d’abbandono e che si siano organizzate date per far passare una piacevole serata ai cittadini.

Con un appuntamento, quello che finora abbiamo visto, un po’ più grande della media cui finora siamo stati abituati”.

I primi passi di Viva Viterbo in maggioranza come li vede, dal suo punto d’osservazione privilegiato, a distanza in questi giorni? “E’ un periodo d’avvio. Ci sono amministratori nuovi che hanno necessità di posizionarsi e capire come funziona non solo la macchina, ma anche le pratiche e tutte le diverse iniziative. Io credo che un periodo di rodaggio sia naturale e dovuto. Importante è che poi si marci a velocità di punta”. Un po’ di maretta in maggioranza però c’è. E si vede.

“Lo leggo dai giornali, ho avuto poche possibilità di verificare. Sono situazioni un po’ strane che è giusto capire”.

Cosa dovrebbe fare Viva Viterbo per caratterizzare questo primo periodo amministrativo?

“Dovremmo lavorare su due binari, da una parte pensare a qualche evento importante, in grado di movimentare flussi turistici, magari con risorse esterne o recuperate da altri contesti. Tutto questo per promuovere la città a livello regionale e nazionale, più quanto sia stato fatto fino a oggi.

Ovviamente non dobbiamo dimenticarci della crescita culturale di Viterbo, quindi aiutare associazioni che fanno una seria attività sul territorio, che si muovono producendo benefici, con un ritorno per i cittadini.

Sono due cose, crescita locale e investimento a livello nazionale, sinergiche tra loro”. Il suo intervento sul mondo dell’associazionismo locale non è stato accolto benissimo dai diretti interessati. “C’è stata un’incomprensione. Qualcuno l’ha vissuto come se io intendessi tagliare, ma non era questo il senso.

Anzi, chi fa le cose bene va sostenuto. Comunque ci siamo chiariti, anche con Cinalli. Diciamo tutti la stessa cosa”.

Viva Viterbo esprime l’assessore alla Cultura, Giacomo Barelli. La vicinanza a realtà come Caffeina lo pone in una situazione difficile. Un osservato speciale. “Ci può stare. Di conseguenza vuol dire che si dovrà comportare meglio degli altri, meglio di chiunque altro fosse stato al posto suo.

C’è una doppia sfida, un doppio impegno. Deve essere un bravo assessore e dall’altra deve operare in maniera talmente accurata da impedire che ci possa essere qualsiasi forma di retro pensiero strano. Doppia sfida e per lui doppia fatica. Auspichiamo che possa portare qualità al settore in cui opera”.

 


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9 agosto, 2013

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