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Viterbo - Andrea De Simone (Confartiganato) su uno dei prodotti dell'eccellenza locale tipicamente estivi

“Gelato della Tuscia, uno dei tanti artigianati da salvaguardare”

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Andrea De Simone

Andrea De Simone

Riceviamo e pubblichiamo – Italiano per eccellenza, è il prodotto che forse più di tutti ci rappresenta: unico, da gustare prima di tutto con gli occhi; conosciuto e imitato in tutto il mondo, si presta ad una varietà di possibilità senza fine, almeno fin tanto che la manualità è in grado di supportare la fantasia; ha la capacità di legarsi saldamente al prezioso mix di luoghi, colori e sapori e nelle versioni classiche è un’intramontabile certezza.

Croce e delizia dei palati e del girovita di tutte le età: il gelato, che passione! Artigianale, si capisce, perché di pseudo felicità, siamo onesti, ne abbiamo piene le tasche.

Arrivata con estremo ritardo rispetto al solito, quest’estate 2013 si farà certamente ricordare per le ondate di caldo che, unite agli effetti devastanti della crisi sulle ferie di gran parte degli italiani, hanno trasformato le gelaterie di tutto il Paese in veri e propri miraggi.

Da sempre il Lazio si attesta tra le prime regioni per produzione di gelato e la Tuscia, terra nota per l’eccellenza dei prodotti alimentari, si distingue per aver dato i natali a straordinari esempi di maestria gelatiera. Eppure, la crisi morde e anche quest’antica e nobile tradizione artigiana risente dei tristi effetti di una recessione che porta alla rinuncia di molti vizi, anche quelli più dolci.

Confartigianato Imprese di Viterbo ha indagato tra le gelaterie del territorio, sondando l’andamento di quest’estate per capire quali sono i prodotti più richiesti e intercettare eventuali problematiche e criticità.

“Crediamo – spiega Andrea De Simone, segretario provinciale dell’associazione – che la salvaguardia dell’artigianato italiano prenda le mosse dal monitoraggio costante delle imprese che fanno grande questo settore. Storicamente sono proprio le pmi i cuori pulsanti che mantengono in vita mestieri che altrimenti sarebbero scomparsi da tempo. Il gelato artigianale è una di quelle eccellenze che, di generazione in generazione, ha attraversato i secoli, affermando il primato italiano nel mondo”.

Tutta colpa della crisi, si diceva, se le nostre gelaterie lamentano un calo nelle vendite che, rispetto all’anno scorso, si fa sentire eccome!. La crisi, sì, ma anche il tempo: i primi mesi di quest’anomala estate sono stati caratterizzati da temperature decisamente troppo rigide per dirsi estive. Così, tra piogge e freddo, anche i più irriducibili gelatisti hanno desistito dal freddo piacere, rimandando a tempi più caldi.

Ora che il caldo è arrivato, i maestri gelatieri ci fanno notare che i consumi dei viterbesi sono molto cambiati. Non che si rinunci a una pallina di felicità, sia chiaro, ma le classiche vaschette formato famiglia sono quasi del tutto sparite, lasciando il posto a coni sempre più modesti. l’impatto psicologico di una spesa di 20/30 euro non è più sostenibile per la maggior parte degli avventori che, a dirla tutta, storcono il naso anche di fronte ad incrementi di 20 centesimi sul prezzo del cono.

“Il calo del consumo – chiarisce De Simone – mal si sposa con l’aumento del costo delle materie prime e l’inevitabile rialzo dei prezzi sul prodotto. Dobbiamo anche tener presente che stiamo parlando di gelato artigianale di alta qualità, realizzato con prodotti d’eccellenza (basti pensare alla nocciola dei Cimini, superstar in fatto di gelati e non solo!) e secondo le tecniche tradizionali. Un prodotto che ha una lunga lavorazione alle spalle sulla quale difficilmente si può risparmiare e che impone un determinato rapporto pezzo-felicità”.

Insomma, è proprio il caso di dire che siamo alla frutta ma per fortuna il buon gelato ancora c’è. Oltre allo stile di consumo è variato anche il target del consumatore. L’immagine classica del bambino che s’impastrocchia il viso, con gli occhi che brillano della felicità direttamente collegata alla festa delle papille gustative, lascia il posto all’adolescente e all’anziano, quest’ultimo da sempre autorità in materia!

Le coppie d’innamorati, poi, la fanno da padroni tra i pozzetti di delizia fredda: stando a quanto raccontano dagli artisti del gusto, il gelato in due rimane un evergreen senza tempo. Del resto, si sa, l’amore come la golosità sono piaceri di grande soddisfazione.

La gioia di qualsiasi avventore si moltiplica se vicino ai gusti tradizionali, quelli che a cambiarli sarebbe reato di lesa maestà, fanno capolino le new entry più strane, accanto alle versioni vegan e senza glutine o lattosio per gli intolleranti che non vogliono rinunciare al piacere. Dalla comparsa del famigerato gusto “puffo” (ormai non pochi anni fa) nella gelosfera se ne sono viste davvero di tutti i colori. Invenzioni tra le più stravaganti hanno visto il gelato unirsi agli alimenti e alle spezie più disparate. Creazioni a volte un po’ troppo ardite, ma spesso eccellenti e davvero irresistibili, anche per i più tradizionalisti.

“La lavorazione del gelato – conclude il segretario di Confartigianato Imprese di Viterbo – è di per sé espressione di un sapere artigianale che diviene arte vera e propria nel momento in cui l’estro dei maestri gelatieri si esprime in creazioni innovative. Possiamo ben vantarci dei nostri artigiani del gelato che, ogni anno, ci stupiscono con gusti nuovissimi e sempre di alta qualità”.

Allora, concediamoci una dolce distrazione e consolazione in un periodo tanto duro, un po’ di refrigerio in queste giornate di intensa calura, e facciamolo a modo nostro: un cono e tre palline di gioia fredda! E la panna? Anche quella, ma rigorosamente artigianale. Per il resto, rimandiamo al consueto proposito settembrino di dieta e palestra.

Confartigianato 


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13 agosto, 2013

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