- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - http://www.tusciaweb.eu -

Salvatore Borsellino: “Giustizia negata”

Condividi la notizia:
  • [1]
  • [2]

Salvatore Borsellino [3]

Salvatore Borsellino

Attilio Manca, il medico trovato morto a Viterbo nel 2004 [4]

Attilio Manca, il medico trovato morto a Viterbo nel 2004

Per Salvatore Borsellino l’archiviazione del caso Manca è “giustizia negata”. 

E’ questo il titolo di un articolo scritto dal fratello del magistrato Paolo Borsellino sul suo blog personale sul “Fatto Quotidiano”.

Borsellino stigmatizza la chiusura delle indagini sulla morte del giovane medico siciliano, avvenuta a Viterbo nel 2004, ripercorrendo le “lacunose indagini portate avanti dalla squadra mobile di Viterbo e dal pubblico ministero Renzo Petroselli”. 

Dal computer “sparito” di Attilio alle siringhe riempite di eroina e tranquillanti, iniettate sul suo braccio sinistro e “su cui vennero chieste analisi solo otto anni dopo”. Dai mancati accertamenti sull'”eventuale presenza a Viterbo di Angelo Porcino, arrivato in città per un consulto con l’urologo”, al “perché non vennero rilasciati i tabulati delle telefonate di Attilio dall’anno 2003”.

“E poi – continua Borsellino – c’è l’inquietante “coincidenza” dell’operazione alla prostata di Bernardo Provenzano a Marsiglia negli stessi giorni in cui Attilio si spostò in Francia “per lavoro” e l’altra “coincidenza” del mafioso Francesco Pastoia che morì suicida in carcere il 28 gennaio 2005 dopo essere stato intercettato mentre parlava di un urologo che avrebbe visitato Provenzano nel suo rifugio da latitante in convalescenza”. 

Borsellino parla di “silenzi carichi di omertà”. “Sono state disattese tutte le richieste della famiglia di Attilio – scrive il fratello del magistrato – e si vuole far passare per morte da overdose quella di un uomo che della droga non aveva mai fatto uso e che non sarebbe stato materialmente in grado di iniettarsi da solo quella droga, proprio nel braccio sinistro che era il solo che sarebbe stato in grado di usare per una operazione così delicata come è quella di infilare l’ago di una siringa in una vena. E questo dopo essersi deviato ‘da solo’ il setto nasale e riempito il corpo di ecchimosi.

Angelina, Gino, Gianluca, noi non vi lasceremo soli – conclude l’articolo -. La vostra lotta per la giustizia e la verità è la nostra stessa lotta, come noi per Paolo anche voi per Attilio avrete davanti un lungo e difficile percorso ma su questa difficile strada ci avrete sempre al vostro fianco e alla fine, ne siamo certi, vi riapproprierete, ci riapproprieremo, della Verità e della Giustizia”.


Condividi la notizia:
  • [1]
  • [2]
  • Tweet [5]
  • [1]
  • [2]