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Viterbo - Le risposte dell'assessore alla Cultura Giacomo Barelli alle cinque domande di Tusciaweb su Ferento

“Inappropriato far suonare a Lattanzi a Ferento”

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L'assessore Giacomo Barelli

L’assessore Giacomo Barelli

– Su Ferento Tusciaweb aveva posto cinque domande all’assessore Giacomo Barelli, per fare chiarezza dopo le critiche piovutegli addosso per l’organizzazione in particolare dell’omaggio a Gaber. Ora arrivano le risposte di Barelli.

Come sono stati scelti gli appuntamenti a Ferento, fra una rosa di quante iniziative?
In assessorato – afferma Barelli –  arrivano molte proposte, che nulla hanno a che fare con il settembre viterbese. Tramite mail arrivano proposte da agenzie, promoter, impresari. Ci offrono cantanti, spettacoli. L’idea di fare qualcosa nel decennale della morte di Gaber mi sembrava interessante. Avendo valutato una delle proposte arrivate, di The Company di voler creare un unicuum per Viterbo, non uno spettacolo che esistesse, ma unico per Viterbo.

Attori come Placido, Haber, Savino. Secondo me poteva funzionare. Stessa cosa per Branduardi. Volevamo un artista che non fosse in tourneè in Italia. Lui sta girando in Europa. C’è sembrata pure questa una bella idea, per avvicinare la gente che stava in città, ha funzionato avendo registrato un alto numero di presenze”.

In base a quale criterio è stata selezionata l’associazione The Company per organizzare l’Omaggio a Gaber e quanto tempo a disposizione ha avuto per mettere in piedi lo spettacolo? Visto che si tratta di dati non coperti da privacy, da chi si compone l’associazione? Chi sono i referenti? Chi vi presta servizio? Dove ha sede? “L’associazioni da chi è composta non lo so. E’ di Roma.

The Company ho letto che poteva contattare attori del calibro di Placido e Haber. Si sa partita Iva e codice fiscale. Da lì si vede chi la compone. Le referenze che hanno portato sono interessanti, con loro non ho mai avuto rapporti, così come con gli organizzatori di Branduardi. Io nelle scelte fatte poi da The Company non potevo e non sono entrato. Non sapevo chi oltre gli attori, avessero intenzione di far partecipare come accompagnamento musicale”.

Come è stato deciso d’avvalersi delle professionalità di Raffaele Fusaro per la regia, di Luigi Gentile e Giampiero Lattanzi (candidato Viva Viterbo) per le musiche? In base a quale criterio sono stati preferiti rispetto ad altri professionisti?
“L’idea era di una piece teatrale senza musiche e che ci fosse un minimo di accompagnamento musicale, trovando sul posto gente.

Questa è l’idea. Poi io sapevo che il regista era Raffaele Fusaro, con referenze di tutto rispetto, uno degli autori del festival Gaber. Non avevo idea di chi avrebbero selezionato. Ritengo che comunque sia stata una scelta probabilmente nell’ottica di togliere ogni dubbio d’imparzialità nei confronti di tutte le associazioni, poco appropriata. Ha dato luogo a una serie di illazioni e sospetti. Ma è una scelta che non proveniva da me. E’ come chiedermi chi era il chitarrista di Branduardi. E’ stata una decisione inappropriata, ma detto questo non è che Giampiero Lattanzi o chiunque altro, facendo questo di lavoro, non possa accompagnare in uno spettacolo voluto dal comune.

Ripeto. Questo tipo di scelta è stato un errore, ma sul quale non sono entrato. Si poteva evitare in questa fase, anche se non ci vedo nulla di grave. Se io fossi stato in loro avrei scelto altri”.

Come spiegato dal sindaco, se i fondi non dovessero essere sufficienti, pagheranno di tasca propria il primo cittadino Michelini e l’assessore Barelli. Quali garanzie hanno dato in proposito?
“Era sicuramente una battuta del sindaco. Una scommessa sul valore dello spettacolo, quello di Branduardi. Era una battuta, comunque. Non si poteva fare giuridicamente. Pure volendo non si potrebbe fare”.

Come mai i cartelloni con il logo del comune sono stati affissi prima ancora che la delibera con l’impegno di spesa fosse stata approvata dalla giunta? Chi ha autorizzato l’utilizzo e dato il patrocinio?
“Per Gaber la publbicità è a carico a The Company.

Probabilmente la loro fretta era per pubblicizzare uno spettacolo per il quale mancavano delibere, quindi si andava per le lunghe. A un certo punto, avendo predisposto i manifesti li hanno fatti uscire. Evidente che era una cosa da evitare, perché la delibera ancora non c’era.

Sulla delibera, poi, ci tengo a precisare che non ha mai avuto problemi di copertura economica. E’ stata rivista solo per problemi sopraggiunti, legati al patto di stabilità. Il fatto che sia poi stata rinviata di qualche giorno ha creato difetti di comunicazione e problemi che non dovevano accadere. Ma tutto dovuto alla ristrettezza dei tempi. Loro hanno fatto partire la pubblicità temendo che la serata non avesse la giusta diffusione. E’ chiaro, si tratta di un errore che non commetteremo più. Anche perché avendo dal 5 settembre in poi la possibilità di programmare, ci sarà il tempo di stabilire tutto con precisione.

Qui si andava tutti di corsa. Un po’ l’affanno e un po’ l’inesperienza ci ha provocato questi problemi. Ma non c’è malafede, si è generata una situazione dietro la quale chissà cosa si è immaginato che ci fosse. Non c’era niente. Faccio ammenda, ma è stato un momento”.


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21 agosto, 2013

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