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Viterbo - Frenetico giro di chiamate dal comune alle associazioni per chiedere d'inserire gli appuntamenti nel cartellone, senza certezze sui fondi

Settembre viterbese, una telefonata ti allunga il cartellone

di Giuseppe Ferlicca
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Il post di Irene Temperini

Il post di Irene Temperini – Clicca sull’immagine per ingrandire

Giacomo Barelli

Giacomo Barelli

– Dopo avere inciampato su Ferento, essere andato a sbattere contro il Tuscia in jazz, finalmente per chi è al comando dell’assessorato alla Cultura del comune di Viterbo è arrivato il momento della riscossa.

Il cartellone del settembre viterbese è pronto.

Sarà presentato nei tempi previsti, le associazioni saranno liquidate come prima e più di prima e i contributi arriveranno.

Lo straordinario annuncio al popolo viterbese arriva sotto forma di comunicato nel pomeriggio dell’altro ieri, firmato da un trionfante assessore Giacomo Barelli e da un non meno entusiasta sindaco Leonardo Michelini.

Tanta gioia è contagiosa. Al punto da far passare in secondo piano un paio di domande, che senza l’euforia di una sì gioiosa notizia, sarebbero venute spontanee.

Scusandoci per il ritardo, proviamo a formularle: il cartellone si farà, ma in che modo? Non c’è il regolamento, quindi il comune come riesce a stabilire i fondi da erogare alle associazioni che hanno presentato domanda, un centinaio in tutto?

Non per niente, al bando non è stato dato seguito.

Quindi? Non sarà mica che l’assessorato chieda agli organizzatori d’inserire nel cartellone gli appuntamenti programmati e  per pagare (e morire) c’è sempre tempo?

Sarebbe una procedura bizzarra, ma essendo ormai in piena  era “Miclini” tutto è possibile.

Qualche associazione non è proprio felice della chiamata ricevuta, il tempo d’attaccare e richiama il giornalista di turno.

Il solito fazioso che si sfoga con il solito giornalista fazioso… Tanto più che chi chiama non è per dichiarare. Invece al giornalista fazioso servono faziosi virgolettati.

Poi però ieri mattina, sul profilo della responsabile Proloco di Viterbo appare un post che descrive per filo e per segno, come sarebbe stato composto dal comune il settembre viterbese.

Associazione per associazione contattata al telefono, chiedendo verbalmente se il comune poteva inserire gli appuntamenti. Dei soldi se ne parla, se se ne parla, a regolamento approvato.

“Giunge una telefonata ieri, 12 agosto alle ore 12.30 dall’assessorato alla Cultura del comune – scrive Irene Temperini – la voce di una persona che ti chiede se può inserire o meno gli eventi che hai proposto con l’associazione, nel calendario del settembre viterbese.

Gli chiedi se sono previsti contributi, anche minimi, visto che il comune deve ancora saldare le spese del Natale precedente, gli spieghi che siamo associazioni, non società per azioni, ma ti risponde con gentilezza che bisogna aspettare il regolamento, poi si vedrà.

E allora pure tu gli rispondi con altrettanta gentilezza che per gli eventi poi si vedrà”.

Seguono alcune faziosissime considerazioni su come per Ferento il modo di reperire i fondi si siano trovati. Considerazioni che il faziosissimo giornalista non riporta. Per invidia. Avrebbe voluto scriverle lui.

Giuseppe Ferlicca


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14 agosto, 2013

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