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Viterbo - In sessanta all'incontro dei comitati pro-Renzi

Un Pd dalla schiena dritta e sguardo lontano

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Sandro Mancinelli

Sandro Mancinelli

Riceviamo e pubblichiamo – Un bell’incontro quello svolto venerdì pomeriggio 2 agosto tra quanti hanno sostenuto la candidatura di Matteo Renzi a novembre/dicembre 2012, a cui si sono aggiunti altrettanti che si sono avvicinati o sono interessati a capire se si può rilanciare un’iniziativa politica di cambiamento del Paese.

Più di sessanta persone, iscritti al Pd, ma non solo.

L’attualità politica, le difficoltà del e per il lavoro, le particolari ragioni di crisi della Tuscia sono state le questioni evocate dai più che sono intervenuti, dopo un intervento introduttivo di Mancinelli, già coordinatore provinciale per Renzi nelle primarie ItaliaBeneComune.

Ma anche la necessità che la politica metta in campo un impegno rinnovato. Non c’è questione infatti che non possa essere affrontata, purché prevalga una politica che selezioni democraticamente una classe dirigente al servizio di un progetto, valori, idee, strumenti, soluzioni.

Quello che serve anche al Pd, a livello nazionale, con una chiara proposta politica e programmatica per il Paese. Serve un Pd aperto, vissuto come luogo e strumento di partecipazione vera, inclusiva, che guarda al merito delle cose e della classe dirigente, più che alle alchimie utili ad assicurare la sopravvivenza e la distribuzione nei ruoli amministrativi e istituzionali.

Soprattutto oggi: un Pd con la schiena dritta soprattutto nelle circostanze odierne e dallo sguardo lontano, con un profilo riformista proporzionato al superamento dei tanti ritardi, delle ingiustizie, degli sprechi e squilibri, delle incrostazioni, delle rendite burocratiche e parassitarie che imprigionano il paese.

Anche alla Tuscia serve una nuova proposta politica. Nella situazione di crisi generale ha ragioni supplementari per dover elaborare e sostenere una idea di sviluppo.

Dobbiamo immaginare e costruire un nuovo rapporto con i territori limitrofi, con Roma e l’Istituto Regionale, colle stesse nostre risorse; in una prospettiva di giusto e diverso contenimento e distribuzione della spesa pubblica avranno base e futuro progetti e intraprese che hanno una solida ed autonoma forza e credibilità.

Un Pd viterbese poco propositivo, dalla vita democratica asfittica, più occupato dalle beghe delle sue consorterie e quindi refrattario e ostile   una partecipazione più ampia , è poco probabile che ce la possa fare a svolgere un ruolo che sia maggiormente utile anche alle comunità cui si rivolge piuttosto che a una classe dirigente che dà l’idea di guardare alla politica come eterno valzer di ruoli ed incarichi.

Allora i partecipanti a questo incontro hanno convenuto di rafforzare e intensificare la rete già esistente di contatti e relazioni costruite nelle esperienze delle primarie nazionali e locali. Di promuovere questi incontri anche in provincia. Di lavorare a proposte programmatiche sui temi locali. Insomma di dare un contributo positivo e concreto di cittadinanza politica, che si augura possa trovare spazio in un dibattito congressuale del Pd che ci si augura aperto e trasparente ma soprattutto permeabile a nuovi apporti e idee.

I comitati Renzi della Tuscia

 


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4 agosto, 2013

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