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Tarquinia - Interviene l'associazione

“L’Avis attento alla situazione dei donatori per la riforma Fornero”

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na donazione di plasma

na donazione di plasma

Riceviamo e pubblichiamo – L’Avis segue con costante attenzione la sorte delle migliaia di donatori di sangue che, in seguito alla riforma Fornero, si troverebbero oggi costretti o ad allungare la propria permanenza sul posto di lavoro per un numero di giorni pari alle donazioni di sangue ed emocomponenti effettuate o a una decurtazione del 2% dell’assegno previdenziale nel caso in cui non volessero o non potessero recuperare le giornate perse.

Sono ormai decine le segnalazioni che arrivano quotidianamente alla sede nazionale Avis dalle sedi territoriali, interpellate dai patronati o dagli stessi donatori di sangue prossimi alla pensione in merito all’effettivo riconoscimento delle suddette giornate.

“La presidenza nazionale del nostro sodalizio – dichiara il presidente della sezione Avis di Tarquinia Francesco Amerighi – sta già lavorando con le istituzioni competenti e con le altre associazioni del dono per risolvere il problema, che si presenta delicato.

La preoccupazione dei donatori è comprensibile, ma dobbiamo affrontare il tema nel giusto modo, con concretezza e determinazione, per questo continueremo i nostri sforzi per giungere entro breve tempo a una soluzione chiara e definitiva, in modo da dare certezze ai donatori che sono, prima di tutto, cittadini”.

La norma prevede, infatti, che sulle anzianità contributive maturate prima del 2012 sia applicata una riduzione pari all’1% per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 62 anni. Il taglio sale al 2% per ogni ulteriore anno di anticipo rispetto ai 60 anni.

Diversi istituti contrattuali, seppur coperti da contribuzione effettiva e utili ai fini pensionistici – come ad esempio congedo matrimoniale, permessi per legge 104/1992, donazione sangue, permessi retribuiti per motivi familiari e lutto, diritto allo studio, sciopero e congedi parentali (ex maternità facoltativa) – sembrerebbero non utili al fine di determinare l’anzianità da prendere in considerazione per non far scattare le penalizzazioni previste.

La donazione di sangue, regolata in Italia dalla legge 219/05, prevede secondo l’articolo 8 comma 1 della stessa legge il riconoscimento della retribuzione e dei contributi per la giornata in cui si è compiuta la donazione. “Penalizzando i donatori dal punto di vista pensionistico – conclude Amerighi – non si riconosce il valore morale e solidale della donazione di sangue e si scoraggia per l’immediato futuro la chiamata dei donatori, attuali e potenziali, mettendo seriamente a rischio l’obiettivo dell’autosufficienza nazionale di sangue ed emocomponenti. E questo, semplicemente, non è accettabile”.

Avis
Associazione volontari italiani del sangue – Sezione di Tarquinia


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27 settembre, 2013

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