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Viterbo - Il deputato del Pd Alessandro Mazzoli ha chiesto al Governo di modificare la normativa che penalizza gli agricoltori

“Paglia e potature non vanno più equiparate a rifiuti speciali”

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Il candidato Alessandro Mazzoli

Il candidato Alessandro Mazzoli

Riceviamo e pubblichiamo – “Paglia, sfalci e potature agricole non vanno più considerati come rifiuti speciali”.

E’ la richiesta contenuta in una risoluzione presentata alla commissione Agricoltura di Montecitorio da parte del deputato del Partito democratico, Alessandro Mazzoli. Martedì prossimo, nella stessa sede, è attesa la risposta del Governo su una tematica molto sentita da tutti gli agricoltori italiani.

Anche nel Viterbese stanno aumentando i controlli per verificare chi, continuando una pratica usuale in agricoltura, brucia gli scarti della potatura anziché conferirli come rifiuti speciali, ed è quindi passibile di multa e denuncia.

“La normativa – spiega Mazzoli – non viene incontro agli agricoltori, anzi li penalizza. E lo fa sia per i grossi imprenditori sia per i coltivatori diretti e chiunque abbia un piccolo appezzamento di terra a uso familiare. Smaltire paglia, sfalci e potature secondo le normative in vigore dal 2010 comporta un aumento dei costi spesso insostenibile.

Per questo, ritengo che l’esecutivo debba intervenire al più presto per modificare la normativa, reintroducendo la possibilità di bruciare questi scarti nel rispetto delle norme di sicurezza e di quelle antincendio”.

Il cosiddetto codice dell’ambiente dal 25 dicembre 2010 sottopone la paglia, gli sfalci e le potature agricole, alla normativa sui rifiuti se non utilizzate “in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia”.

La diffusa consuetudine di bruciare sui campi i residui vegetali delle lavorazioni agricole è oggi considerata una pratica di gestione dei rifiuti non autorizzata e pertanto sottoposta a sanzioni penali. “Si può ben comprendere – aggiunge Mazzoli – quanto questa circostanza incida pesantemente sulla gestione delle aziende agricole, in particolare di quelle di piccola dimensione, comportando costi insostenibili e lo stravolgimento dei piani di lavoro”.

Il Corpo forestale dello Stato, consapevole della delicatezza della questione, ha invitato i Comuni e gli altri enti pubblici cui compete il controllo del territorio, ad avviare campagne di informazione e sensibilizzazione tra gli agricoltori, al fine di contenere gli inevitabili interventi repressivi e limitare il disagio sociale derivante da tale significativo mutamento delle consuetudini agricole.

Secondo una interpretazione compatibile con le finalità delle norme dar fuoco ai residui vegetali delle lavorazioni agricole, nel pieno rispetto delle norme antincendio e di sicurezza, potrebbe rientrare tra quelle pratiche utili all’agricoltura non assimilabili all’attività di smaltimento dei rifiuti.

Come conseguenza delle modifiche legislative, infatti, spesso gli sfalci, le potature e gli altri residui agricoli sono lasciati sui campi aumentando il rischio di incendi. “E’ per questo – conclude Mazzoli – che ho presentato la risoluzione per impegnare il governo ad assumere iniziative normative, anche urgenti. Lo scopo è escludere dall’applicazione della normativa sui rifiuti contenuta nella parte IV del decreto legislativo n.152 del 2006, la paglia, gli sfalci e le potature derivanti dalle pratiche agricole, considerato che l’avvicinarsi dell’autunno impone che su queste questioni si intervenga tempestivamente”.

Ufficio stampa Alessandro Mazzoli


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19 settembre, 2013

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