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Viterbo - Comune - Enrico Mezzetti invita l'amministrazione a dotarsi di una polizza al più presto

Strade nel dissesto più totale e nemmeno un’assicurazione per gli incidenti

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Enrico Mezzetti

Enrico Mezzetti 

Riceviamo e pubblichiamo – Come è noto, ormai tutti i comuni d’Italia soffrono di gravi ristrettezze finanziarie. Ciò è certamente determinato in gran parte da precise scelte governative, che tuttavia non possono costituire un alibi per amministratori inefficienti.

Le conseguenze, come ognuno di noi costata nella quotidianità, ricadono inevitabilmente sui cittadini, col peggioramento o addirittura con la cancellazione di servizi essenziali.

Un esempio assai significativo è costituito dalle problematiche connesse alle cosiddette “insidie stradali”: buche, marciapiedi e asfalto sconnessi, ferri che sporgono, tombini aperti. Le vittime sono sia pedoni, sia veicoli.

Si fa un gran parlare delle strade dissestate del nostro centro storico, compreso quello delle frazioni, delle buche di cui è cosparsa l’intera viabilità del vasto territorio attraversato da centinaia di chilometri di strade. Si può dire che qualsiasi pedone, qualsiasi conducente e passeggero di qualsiasi veicolo o autoveicolo, rischia ogni giorno di divenire vittima di una di queste “insidie” che possono provocare (e molto spesso purtroppo provocano) seri danni alla  persona e /o alle cose.

E’ dovere di ogni amministrazione investire anticipatamente in manutenzione stradale, aver cura delle proprie strade, eliminare le buche e qualsiasi dissesto che possa costituire un pericolo per la incolumità delle persone e per i  loro beni.

Ma quando un tale riprovevole evento si verifica, allora l’ulteriore dovere di una amministrazione è quello di risarcire il danno  provocato dalla propria incuria.

A tale proposito, il minimo compito che si può richiedere ad una amministrazione degna di questo nome è quello di dotarsi di una adeguata copertura assicurativa: una solida compagnia di assicurazioni che garantisca il comune e, soprattutto, garantisca le malcapitate vittime di incidenti che  possono avere anche conseguenze molto gravi, persino mortali.

Bene! Quale è stata la mia recente, sgradevole “scoperta”? Che il comune di Viterbo, non so da quanto tempo, non è più dotato (come invece era in un passato non lontano) di copertura assicurativa per incidenti di questa natura.

Un comune di sessantamila abitanti; un comune capoluogo di provincia e quindi quotidianamente frequentato da migliaia di persone provenienti da tutti i paesi vicini; un comune con un territorio vastissimo, con frazioni a decine di chilometri di distanza, con un tracciato stradale di centinaia di chilometri; un tale comune non ha copertura assicurativa per i casi di incidenti provocati da buche, da dissesti o da altre insidie stradali!

Tutto ciò a danno, ovviamente,  delle povere vittime che per ottenere il giusto risarcimento non potranno far conto sulle esangui casse comunali e saranno quindi costrette innanzitutto ad affrontare lunghissime procedure e quindi, al termine del lungo tunnel procedurale,  si troveranno comunque di fronte a un ente che ben difficilmente sarà materialmente in grado di onorare i propri debiti.

Tutto questo è assurdo e profondamente ingiusto. Vittime due volte: dell’incuria con cui sono tenute le strade e dell’aassenza di garanzia di un adeguato e tempestivo risarcimento per i danni che tale incuria avrà provocato.

Sembra che si tratti di un problema nazionale, che riguarda moltissimi comuni italiani. Ma il “mal comune” non può costituire un alibi per nessuno. Sarebbe ragjonevole auspicare la approvazione di una legge nazionale che renda obbligatoria per i comuni la stipulazione di una polizza assicurativa per questi casi.

Enrico Mezzetti


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26 settembre, 2013

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