Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Segreteria Pd - Alessio Trani al suo avversario Egidi: "Non si possono proporre le stesse cose cambiando qualche faccia"

Basta con i gattopardi!

Condividi la notizia:

Alessio Trani

Alessio Trani

Gianluca Angelelli e Francesco Serra

Gianluca Angelelli e Francesco Serra

Alessandro Angelelli e Alessio Trani

Alessandro Angelelli e Alessio Trani

Alessio Trani e Martina Minchella

Alessio Trani e Martina Minchella

Patrizia Berlenghini e Mario Quintarelli

Patrizia Berlenghini e Mario Quintarelli

Martina Minchella

Martina Minchella

Sandro Mancinelli

Sandro Mancinelli

Alessio Trani

Alessio Trani

Mario Quintarelli e Massimo Pistilli

Mario Quintarelli e Massimo Pistilli

Sulla porta Christian Scorsi

Sulla porta Christian Scorsi

(g.f.)- La frittata come la giri la giri, sempre frittata rimane ed è per evitare l’ennesima frittata politica, che Alessio Trani ha deciso di candidarsi alla segreteria provinciale del Pd.

A sostenerlo, l’area Renzi del partito e non solo. C’è una piazza, democratica ovviamente, a supportarlo. Va oltre la zona di riferimento del sindaco di Firenze e si contrappone all’uscente Andrea Egidi, che conta sull’appoggio dei parlamentari eletti sul territorio, quindi di Sposetti e Fioroni.

“Ho accettato di concorrere – spiega Trani – perché non è possibile riproporre le stesse cose cambiando solo qualche faccia. Bisogna cambiare sul serio, prendendosi le proprie responsabilità. Non si può sempre girare la stessa frittata”.

Vice presidente Confagricoltura, imprenditore agricolo, Trani è iscritto al Pd da un anno, quando alle primarie vinte da Bersani ha conosciuto il capogruppo in consiglio comunale Francesco Serra.

Il Pd si deve aprire: “Abbiamo difficoltà a rapportarci con gli elettori – osserva Trani – in certe zone siamo arrivati a un numero d’iscritti quasi imbarazzante. Non può più funzionare un sistema piramidale dove le scelte partono dal vertice e poi a cascata c’è chi le esegue.

Noi partiamo dal territorio e dai circoli. L’esatto opposto di quello che vedo oggi: si va avanti secondo vecchi schemi, pensando che vadano bene. Non è vero cambiamento.

Io ho una squadra che dovrà lavorare con me, insieme. Assemblea e direzione Pd quando si riuniscono sono sempre in pochi e sempre quelli. La partecipazione è invece importante e va favorita”.

Non può rinnovare chi è un ingranaggio del meccanismo: “A scardinare certi equilibri – sottolinea Trani – non può pensarci chi in certi schemi ci ha navigato.

Io li ho solo conosciuti e studiati, c’è bisogno di una persona che non ha nessun tipo di relazione con questo sistema. Ho un ottimo rapporto con Andrea Egidi, il mio non è un discorso personale, ma diversamente da lui, io con i grandi rappresentanti democratici ho rapporti quasi zero.

Ho conosciuto Ugo Sposetti, politico di grande livello, ancorato a schemi che sono per me da rivedere, ma è legittimo ed è la sua forza.

Giuseppe Fioroni non lo conosco, immagino che per il suo modo d’intendere il partito stia facendo il massimo”.

In sala diversi esponenti Pd, Martina Minchella, Francesco Serra, Alessandro Angelelli, Patrizia Berlenghini, Mario Quintarelli, Fabio Scalzini e Christian Scorsi, un po’ seduto e un po’ sulla porta.

“Ho sentito – osserva Sandro Mancinelli – che si è fatto il conto degli eletti nella Tuscia. All’incontro di Egidi. Questo è un partito o un’azienda?

Forse dovremmo interrogarci sul fatto che le persone sono state elette, ma il Pd ha preso anche meno voti che in passato.

Dobbiamo interrogarci se abbiamo una proposta per il territorio, adesso che Roma inizia un processo di forte autonomia o seppure ci vogliamo accontentare delle briciole che arriveranno dal bilancio regionale, ma così, senza un’idea non andremo da nessuna parte”.

E se Martina Minchella ha sposato quest’idea di fare politica, Trani ritorna sul concetto: “Tutti possono parlare di cambiamento, pure chi ha gestito finora il partito, ma con altrettanta coscienza si deve dire che finora è stato fatto poco”.

Per convincere i Democratici indecisi, Alessandro Angelelli chiama in causa don Milani: “L’obbedienza non è una virtù – precisa Angelelli – non si può stare in un partito dove se dici una cosa devi stare attento a come la dici e a chi la dici.

Alessio rappresenta la medicina a tutto questo. Tante persone dopo il congresso che ha eletto Bersani si sono pentiti di non avere sostenuto Renzi.

Stavolta hanno l’occasione di recuperare”.

Cominciando a invertire la rotta, perché così com’è il centrosinistra non vince più. “Non è più seducente – dice Massimo Pistilli – prova ne sia che si vince solo con le larghe intese.

A Viterbo ha vinto Michelini, ma con uno schieramento più ampio. Il Pd è un deserto oggi, il mio circolo in cinque anni non si è mai riunito. Persone ottime ci sono anche dall’altra parte, ma sempre dentro quel disegno.

E’ il momento di cambiare, adesso o mai più”.

Giuseppe Ferlicca


Condividi la notizia:
14 ottobre, 2013

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR