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Viterbo - Il sindacato della polizia penitenziaria chiede che siano rispettati gli accordi sulla direzione

Ugl: “Mammagialla, le promesse non sono state mantenute”

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Il carcere di Mammagialla

Il carcere di Mammagialla 

Riceviamo e pubblichiamo – Annunciamo con molta delusione che quest’oggi presso il provveditorato del Lazio, le promesse fatte al personale il 30 luglio scorso durante l’assemblea con tutta probabilità non saranno mantenute. Ci ricordiamo ancora, che in quella sede, con l’appoggio di quasi tutto il personale di Viterbo, tutte le organizzazioni sindacali avevano convenuto che vi era la necessità di richiedere un cambio al vertice della direzione del Mammagialla.

Come sicuramente ricorderete alla base di tale richiesta, vi era la consapevolezza che quel rapporto di reciproca fiducia tra il personale e la direzione dell’istituto era venuta meno ed era emerso in tutta la sua gravità, in una missiva inviata dalla direzione ai sindacati. Con questo presupposto l’Ugl Pp aveva ritenuto, in aderenza all’unitarietà di intenti, di disertare l’incontro privato sulla situazione di Viterbo, richiesto dal provveditore regionale, nella convinzione che non potevano esserci margini di recupero. Invece altri sono andati.

L’ Ugl Pp ha ritenuto che con l’incontro di oggi all’unisono, si sarebbe ribadito al provveditore che le distanze tra i sindacati e la direzione non erano superabili a causa della politica gestionale dell’Istituto, ritenuta inadeguata in rapporto alla particolarità dei detenuti ospitati.

E invece, ecco il colpo a sorpresa che non ti aspettavi. Ancora una volta per volontà sicuramente non nostra tutti i problemi si sono ridotti a tre punti focali: un ordine di servizio; la necessità di arrestare l’ingresso di detenuti per ordine e sicurezza e con problemi psichiatrici; la carenza di indicazioni operative e di strumenti, su come contenere i casi critici.

Di conseguenza tutte quelle doglianze nei confronti della direzione contenute nei tanti comunicati unitari che hanno preceduto questo incontro e che hanno acceso i riflettori su Viterbo si sono dissolte nel nulla. Purtroppo, solo l’Ugl, mantenendo fede al patto stipulato con il personale, nel suo intervento ha precisato che l’obbiettivo da raggiungere era quello di comprendere se esistevano o meno le basi per continuare a Viterbo con l’attuale dirigente e di conseguenza se vi erano le basi per porre in essere quella gestione che questa estate avevamo deciso di contestare, prendendo spunto dai fatti eclatanti occorsi che ben conoscete. Cosa dirvi: l’incontro è terminato con la promessa da parte del Provveditore di vigilare affinchè a Viterbo vengano ridotte le assegnazioni di detenuti con problemi psichiatrici e/o per ordine e sicurezza e con il proposito di rivederci a breve con la Direzione con il fine di stabilire un minimo di rapporto, superando i contrasti.

Sembra pertanto che per gli altri lo stato di agitazione e la sospensione delle relazioni sindacali con la direzione, sia terminato. In questo momento invece noi abbiamo deciso di prenderci qualche giorno di riflessione per valutare se sia il caso o meno di mantenere tanto lo stato di agitazione quanto la sospensione di ogni relazione sindacale.

Siamo coscienti del fatto che in solitudine si ottiene ben poco. Ma il nostro pensiero in questo momento va a coloro che il 30 luglio 2013 per alzata di mano, hanno chiesto ai sindacati di far sì che la loro professionalità ed il loro impegno nell’espletamento del servizio venisse rispettato e riconosciuto. Ed oggi non ci è sembrato affatto che questa volontà sia stata tutelata.

Ugl Lazio


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3 ottobre, 2013

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