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Bagnaia - Assolto dall'accusa di aver minacciato la moglie con un coltello

Botte ai carabinieri, condannato

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Bagnaia – Era accusato di aver minacciato la moglie con un coltello per poi scagliarsi sui carabinieri.

E’ stato condannato solo per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale G.V., 38enne romeno. Di lui si è persa ogni traccia da almeno tre anni. Svanita nel nulla anche la moglie, che ai carabinieri di Bagnaia, nel 2009,  avrebbe detto di essere stata picchiata dal marito e minacciata con un coltello dalla lama spezzata. 

Sul collo aveva segni di graffi e percosse e nel letto c’erano chiazze di sangue.

A chiamare il 112 fu il datore di lavoro di G.V., un imprenditore agricolo che spiegò di aver ricevuto una telefonata dal suo fattore: il 38enne romeno gli diceva di essere stato picchiato e sequestrato da un gruppo di persone a lui sconosciute, entrate in casa sua.

All’arrivo dei militari nell’abitazione, G.V. era esagitato: prendeva a testate il muro e il pavimento. La moglie, al contrario, come hanno riferito i carabinieri in aula, giaceva in un angolo della stanza, in stato di shock. 

Quando i militari hanno cercato di bloccarlo, gli si è scagliato contro prendendoli a calci e pugni. Uno di loro ha riportato ferite lievi, per le quali G.V. è stato condannato a otto mesi. Assolto, invece, dalle ipotesi di maltrattamenti, minacce, ingiurie e lesioni alla moglie.


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14 novembre, 2013

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