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Viterbo - Intervista al segretario Pd Andrea Egidi fra la sua rielezione e le primarie nazionali - Su Zingaretti: "Ha partecipato solo al nostro congresso, segno d'un legame forte col territorio. Chi lo critica da destra non è credibile"

“Chiederò a Trani d’entrare nella segreteria provinciale”

di Giuseppe Ferlicca
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Andrea Egidi

Andrea Egidi

Andrea Egidi e Alessio Trani è amore a prima vista

Andrea Egidi e Alessio Trani è amore a prima vista

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

Viterbo – Andrea Egidi raddoppia, ma il suo bis alla segreteria provinciale Pd sarà tutt’altro che semplice. Archiviati congressi provinciale e comunali dall’esito scontato, a Viterbo si apre una partita il cui risultato è tutto da scrivere. Quella delle primarie per l’elezione del segretario nazionale. Democratici in fibrillazione. I renziani si organizzano e promettono battaglia. Francesco Serra l’aveva detto, l’appuntamento importante sarà quello dell’8 dicembre, mentre Fioroni minaccia di far sbocciare di nuovo la Margherita, uscendo dal partito.

Quando Enrico Panunzi, chiudendo il congresso provinciale ha detto basta con i capibastone, forse non si aspettava tanto.
“Enrico ha ragione, ha fatto un ragionamento politico che è qualcosa di più di un banale appello. Quelle valutazioni parlano a una generazione di dirigenti, che guiderà con me il partito, che deve essere lasciata libera da condizionamenti e pressioni.

Dobbiamo dire a quei ragazzi non, con chi stai, ma cosa puoi fare per il Pd. La vera sfida di questa segreteria sarà rendere del tutto autonoma dal punto di vista politico e culturale la nuova generazione di dirigenti locali e provinciali. Autonomi da meccanismi sbagliati e per certi versi umilianti per la dignità di chi s’impegna in politica.
Nessuno è proprietà di nessuno. Enrico, insieme ad altri continuerà a dare un contributo generoso anche su questo aspetto”.

Mica facile. Il senso d’appartenenza a un big o piuttosto che a un altro è ancora molto forte. A Viterbo Fioroni fa ancora valere il suo peso.
“È del tutto evidente che ognuno di noi ha una storia, relazioni, rapporti umani e politici. Io mi sono formato grazie a quei dirigenti della sinistra viterbese che, a partire dagli anni Ottanta, hanno svolto una funzione di governo nella Tuscia. Molti altri nel Pd sono cresciuti politicamente con personalità d’esperienze differenti dalla sinistra. Il punto non è far finta che non esistano le nostre storie, quanto lavorare affinché un ventenne oggi possa iscriversi al Pd perché trova un luogo libero e non perché singoli gruppi giocano tra di loro. Questo atteggiamento in passato ce l’ho avuto pure io ed ho sbagliato”.

Che ci dobbiamo aspettare per il congresso nazionale, un altro scontro all’interno del Pd, senza esclusione di colpi?
“Dobbiamo chiedere ai nostri elettori di eleggere un segretario che si dedichi a tempo pieno alla ricostruzione del partito, di un Pd che torni a essere utile al paese. Io credo che Cuperlo sia la proposta migliore per questa fase di incertezza che viviamo. A me pare che ci siano impostazioni distinte tra i candidati e questo si vede con nettezza. È chiaro che sarà un confronto acceso, del resto ci giochiamo il futuro del Pd: tornare a scrivere la storia, tornando a essere noi stessi o piombare nell’indistinto.
Questo non significa interrogarsi su come non vogliamo morire, ma su come dobbiamo vivere, su quali interessi vogliamo rappresentare in una società dove regna la solitudine e il tasso di ingiustizia sociale è inammissibile, dove i giovani sono dimenticati”.

In un Pd come lo vediamo oggi, in che modo e quanto riuscirà a cambiarlo nel suo ruolo da segretario provinciale?
“Molto dipenderà da quale Pd uscirà l’8 dicembre. Io continuerò a battermi per un partito che anche nella Tuscia si impegni per allargare il fronte dei diritti, a partire dal lavoro, lo studio e i diritti di cittadinanza. Partiremo con un focus su femminicidio e omofobia ed estenderemo a tutti i comuni la battaglia per l’istituzione dei registri per le coppie di fatto. Poi c’è la sfida del governo del territorio, visto che circa il 65% dei cittadini della Tuscia è governato dal centrosinistra. Su questo abbiamo la straordinaria opportunità della giunta Zingaretti che sta facendo bene anche per il viterbese”.

Il presidente della regione ha partecipato al congresso provinciale Pd. L’unico, è stato solo a Viterbo.
“Si, Nicola ha partecipato solo al nostro congresso. È un significato per noi straordinario, segno di un rapporto molto solido tra l’esperienza del Pd ed il governo della regione. Rapporto, vorrei ricordarlo, che sta facendo uscire la Tuscia dall’isolamento in cui l’aveva cacciata la giunta Polverini”.

Eppure la sua visita non è stata apprezzata da tutti. Critiche dal centrodestra e non solo.
“Il Pdl, in particolare il consigliere Sabatini ha perso un’occasione per fare bella figura, rimanendo in silenzio. 
A volte, quando si vuole parlare per forza, si commettono errori e si fanno brutte figure. Sabatini è abituato a parlare per slogan. Faccio solo una domanda: è credibile, dopo il disastro della destra, che sia lui a parlare di sanità? Ci rendiamo conto a che punto siamo arrivati? La destra che dà lezioni sulla sanità, roba da matti”.

Non parli anche lei per slogan. Andiamo sul concreto.
“Faccio qualche esempio. Sulla sanità loro tagliavano alla cieca, noi stiamo razionalizzando, tanto è vero che la prospettiva d’uscire dal commissariamento è a portata di mano. Abbiamo l’opportunità di disegnare un piano sanitario regionale che aggredisca le criticità. Abbiamo sbloccato la vicenda Belcolle e lavoreremo per un sistema sanitario territoriale certo e definito, a partire dal nord della Tuscia. 
Parla dell’arsenico, ma dimentica che per molto tempo il commissario è stato Renata Polverini. Noi stiamo definendo la via d’uscita che va oltre i dearsenificatori, troppo costosi dal punto di vista della manutenzione.
 Poi terme, trasversale, ferrovia Roma nord, fondi europei, patto per Civita Castellana, e potrei continuare. Perché non parla di tutto ciò il consigliere Sabatini?
Ma c’è pure dell’altro”.

Cosa?

“Che Zingaretti sta rivoluzionando la Regione, a partire dagli sprechi. Loro passeranno alla storia per il sistema Fiorito, noi abbiamo cancellato decine di posti nei consigli d’amministrazione di aziende, facendo risparmiare milioni di euro. Potevamo nominare i nostri amici e invece abbiamo cancellato interi cda. Parliamo di qualcosa come oltre quattro milioni di euro.
Ci sarà una differenza, non crede? Ci sarà un motivo se l’indice di gradimento sul presidente del Lazio rimane ancora molto alto? Se ne faccia una ragione, sia Sabatini, sia una certa stampa poco attenta a questi temi”.

Ironicamente Tusciaweb ha immortalato lei mentre si abbraccia con Trani. E’ solo lo scatto di un momento o il suo avversario d’ora in poi può essere per lei una risorsa?
“Quella foto e quell’articolo assolutamente divertente, è l’emblema di un partito più forte, più unito. È la conferma che si devono confrontare idee diverse sempre nel rispetto di tutti. Alessio era già prima del congresso una delle novità significative per noi, per ciò che rappresenta e per le relazioni di cui dispone specie sulla città. Per questo gli chiederò di continuare a dare il suo contributo nella segreteria provinciale del Pd che nominerò tra qualche giorno. Tornando alla foto, ho detto ad Alessio che è stato fortunato, sarebbe stato peggio un bacio alla russa…”.

Giuseppe Ferlicca

 


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12 novembre, 2013

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