Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Elena Angiani (Pd) interviene sulle norme per l'apertura dei locali lasciate dall'amministrazione Marini e chiede a Michelini di cambiarle

“Così il Comune uccide la ristorazione”

Condividi la notizia:

Piazza del comune - Il balcone

Piazza del comune – Il balcone 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile redazione,

da qualche tempo, per motivi professionali, ho preso visione del “Regolamento comunale di Viterbo per le attività di somministrazione alimenti” approvato dall’amministrazione Marini con delibera C.C. n. 6 del 18 gennaio 2010 e tuttora in vigore.

Tra le prime frasi del regolamento si legge: “In particolare l’amministrazione intende favorire le scelte che promuovano l’affermazione sul territorio dei principi comunitari di libera concorrenza, di libertà di circolazione delle persone e dei servizi, il divieto di discriminazione delle attività, la tutela dei consumatori, dei cittadini e degli utenti”.

Ma le brutte sorprese arrivano quando si vanno ad esaminare i requisiti richiesti per l’apertura di nuove attività di somministrazione (ristoranti, trattorie, paninoteche, ma anche caffetterie, pizzerie ed ogni attività nella quale si pratichi somministrazione di alimenti al tavolo).

Secondo quanto previsto nell’allegato A alla delibera, infatti, le nuove attività devono avere:

– minimo 20 posti a sedere
– minimo 45 metri quadrati destinati alla sola somministrazione

e, udite udite, oltre ai servizi igienici per gli operatori, un bagno per uomini ed uno per donne entrambi attrezzati per i portatori di handicap o, in alternativa, un bagno per uomini, uno per donne ed uno per portatori di handicap.

Ma non finisce qui: serve anche la fonometria, cioè l’indagine fonometrica per verificare se viene superata la soglia di rumore ammessa per legge, come si fa nei cantieri e nelle cave, insomma.

La ciliegina sulla torta, poi, è l’obbligo di presentare tutta la documentazione richiesta, planimetrie, fonometria e quant’altro a “firma di un tecnico abilitato” (e stiamo parlando di centinaia di euro a documento).

Sconvolta da quanto leggevo, sono andata a visionare il regolamento regionale; la legge regionale Lazio numero 21/2006 (Disciplina per lo svolgimento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande) all’articolo 5 recita: “…..i comuni, nel rispetto degli indirizzi regionali di cui all’articolo 4, comma 1, della presente legge, determinano i criteri per lo sviluppo degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande….” (comma 1), ed ancora “L’eventuale ricorso a parametri numerici o indici di servizio non deve,comunque, costituire ostacolo alla libera concorrenza tra gli operatori ed alla diversificazione delle forme e delle modalità dell’offerta sul territorio…” (comma 2).

Da queste poche righe appare evidente come l’amministrazione comunale abbia di fatto la libertà di scelta sui criteri da applicare al regolamento, fermi restando quelli che sono i requisiti imposti dalle normative comunitarie e nazionali. Di fatto, agevolare o ostacolare la libera iniziativa nel settore somministrazione risulta essere una decisione politica.

Ho anche cercato i regolamenti di molti comuni del Lazio, compresi gli altri capoluoghi di provincia, per confrontarli con quello di Viterbo; sfido chiunque di voi a fare lo stesso ed a trovare gli stessi criteri imposti qui.

Ora, se uno fosse maligno, dovrebbe pensare che il regolamento di Viterbo è stato scritto su misura per salvaguardare le attività già esistenti impedendo a chiunque altro di avviare un’attività di somministrazione, contraddicendo per altro anche quanto stabilito dalla legge regionale e dalle poche righe introduttive del regolamento stesso che ho riportato all’inizio dell’articolo.

Tutto questo significa due cose, entrambe gravissime e delle quali un’amministrazione non avrebbe mai dovuto “macchiarsi”: l’impedimento di fatto alla nascita di nuove imprese del settore (in particolare le piccole realtà a livello familiare, le uniche probabilmente gestibili in un momento in cui girano pochi soldi e non ci si può permettere l’assunzione di personale per grandi attività) e la perdita di valore di quei locali commerciali che, pur avendo in passato ospitato attività di somministrazione ed essendo strutturate a tale scopo, non possiedono più i requisiti e quindi non potranno mai essere riaffittate, con grande perdita economica da parte dei proprietari.

Purtroppo bisogna anche ricordare l’assordante silenzio che ha circondato l’approvazione del regolamento comunale in vigore, silenzio da parte delle associazioni di categoria, dei commercianti che vendono materie prime ed attrezzature ai ristoranti, delle agenzie immobiliari che non riescono ad affittare i vecchi locali non più idonei e della passata opposizione in consiglio comunale.

Ora siamo in una nuova fase politica per Viterbo, la vecchia opposizione è diventata maggioranza, ci aspettiamo fortemente che l’amministrazione Michelini sia per natura più sensibile alle problematiche del lavoro e che in una situazione di disoccupazione drammatica come quella in cui si trova la nostra città, probabilmente ancora più grave della media nazionale, si voglia dare l’opportunità a chi ha il coraggio di intraprendere un’attività in proprio, prendendosi enormi rischi ed investendo notevoli quantità di denaro, di farlo liberamente.

Chiediamo pertanto apertamente al nuovo sindaco ed alla sua giunta di rivedere in modo sostanziale il regolamento in vigore, abbattendo tutti gli ostacoli insensati previsti.

Chiediamo al nuovo sindaco ed alla sua giunta di non assumersi la responsabilità, per difendere gli interessi di pochi come fin’ora è stato fatto, di impedire a delle persone di crearsi un lavoro che non trova purtroppo alternative.

Elena Angiani
Candidata Pd alle ultime elezioni comunali


Condividi la notizia:
16 novembre, 2013

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR