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Inchiesta fatture false - La procura ha chiesto di fornire ulteriori chiarimenti

Taormina: “Fiorito si rifiuta di fare altri interrogatori”

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Franco Fiorito

Franco Fiorito

L'avvocato Carlo Taormina e il suo assistito Franco Fiorito entrano nella procura di Viterbo

L’avvocato Carlo Taormina, alle sue spalle Fiorito

Viterbo – Fiorito dice no all’interrogatorio.

E’ ufficiale: l’ex capogruppo regionale Pdl non si recherà nuovamente in procura per rispondere alle domande degli inquirenti.

Il pm Siddi, che lo indaga per la vicenda delle fatture false, avrebbe voluto ascoltarlo nuovamente per chiedergli ulteriori chiarimenti, prima di chiudere l’inchiesta. 

Già qualche mese fa Fiorito aveva ricevuto una richiesta informale di interrogatorio. Richiesta ripetuta oggi pomeriggio, durante un breve colloquio in aula tra il magistrato e l’avvocato Carlo Taormina.

“Fiorito si rifiuta di rendere altri interrogatori”, ha spiegato il legale, aggiungendo con un sorriso che, “da quando il pm ha chiesto l’arresto, Fiorito si è arrabbiato”.

L’ex capogruppo Pdl alla Pisana è indagato per calunnia e falso in relazione al dossier con le fatture taroccate attribuite al gruppo, guidato, dopo di lui, da Francesco Battistoni. Importi gonfiati col presunto intento di screditare i colleghi di partito.

Di diffamazione, invece, deve rispondere Paolo Gianlorenzo, giornalista viterbese indagato – come anche in un’altra inchiesta – per aver alimentato la macchina del fango contro Battistoni.

Tra le fatture incriminate, infatti, ce ne sarebbe una riguardante un weekend a Torino in camera doppia e colazione per Battistoni e la sua segretaria di allora. Come a voler alludere a una relazione inesistente, almeno quanto quel weekend: il viaggio, infatti, fu annullato e, comunque, erano state prenotate due camere singole. La diffamazione, in questo caso, sarebbe ai danni sia di Battistoni che della segretaria.

Il dossier con le fatture fu pubblicato nel settembre 2012 dai maggiori quotidiani nazionali e dal sito di Gianlorenzo.

E’ possibile che, dopo il rifiuto di Fiorito, gli inquirenti decidano di dare una stretta finale all’inchiesta. L’ultima richiesta di proroga delle indagini è di maggio. A disposizione degli investigatori resterebbe un ultimo mese e la possibilità di un’ulteriore proroga. Ma il quadro sarebbe già chiaro: la chiamata a Fiorito sarebbe stata solo un tentativo prima di chiudere il cerchio. Il mancato interrogatorio, probabilmente, accelererà i tempi per la chiusura dell’inchiesta.


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5 novembre, 2013

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