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Ronciglione - Valanga di eccezioni dell'avvocato dell'ex sindaco Sangiorgi e del presidente della proloco Camilli

Morte Tiffany, la difesa: “Parti civili inammissibili”

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La cavalla Tiffany a terra, dopo l'incidente

La cavalla Tiffany a terra, dopo l’incidente

Massimo Sangiorgi e Luciano Camilli

Massimo Sangiorgi e Luciano Camilli

Sangiorgi e Camilli con gli avvocati Luca Paoletti e Romano Pesciaroli

Sangiorgi e Camilli con gli avvocati Luca Paoletti e Romano Pesciaroli

Ronciglione – Continua il processo per la morte della cavalla Tiffany.

Per l’incidente durante le prove del palio di Ronciglione, che costò la vita alla cavallina della scuderia Montecavallo, sono imputati l’ex sindaco Massimo Sangiorgi e il presidente della proloco Luciano Camilli.

Devono rispondere di maltrattamento degli animali davanti al giudice del tribunale di Viterbo Roberto Migno. 

Ieri mattina, parola alla difesa: l’avvocato Luca Paoletti, per Sangiorgi e Camilli, ha avanzato una serie di eccezioni sulle costituzioni di parte civile presentate alla scorsa udienza.

Sei gli enti e le associazioni pronti a chiedere i danni agli imputati: il ministero della Salute, l’Enpa (Ente nazionale protezione animali), l’Anpana (Associazione nazionale protezione animali natura ambiente), la Lav (Lega antivivisezione), la Horse Angels e l’Ihp (Italian horse protection).

Nello specifico del ministero, l’avvocato Paoletti ha sottolineato la necessità di disporre dell’autorizzazione della presidenza del consiglio. Autorizzazione che il ministero della Salute non ha. Questo, secondo il legale, renderebbe nulla la costituzione di parte civile. 

Quanto alla possibilità per le associazioni di chiedere i danni, l’avvocato ha fatto notare come la questione sia dibattuta. Per costituirsi parte civile, le associazioni animaliste devono possedere requisiti specifici che, per la difesa, mancherebbero del tutto.

Sulle richieste di inammissibilità delle costituzioni, il giudice scioglierà la riserva ad aprile.

L’incidente risale al 5 marzo 2011. La cavallina urtò violentemente contro uno dei divisori posti tra il pubblico e il tracciato della corsa. Morì quasi all’istante, sotto gli occhi di migliaia di spettatori. Una disgrazia che ha sollevato polemiche a non finire sulle misure di sicurezza, imponendo uno stop alla storica manifestazione.

L’indagine riguardò, dapprima, anche il vicecomandante della polizia locale e un responsabile dell’ufficio tecnico, per presunte dichiarazioni false sul tracciato.

Alla fine, il pm Stefano D’Arma ha archiviato le loro posizioni, portando avanti solo l’ipotesi di maltrattamento degli animali per Sangiorgi e Camilli. 


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8 novembre, 2013

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